Francia, arrestato l’arabo che minacciava di scatenare l’inferno nel museo

mercoledì 23 ottobre 14:56 - di Redazione

Francia in allerta ma arriva la buona notizia. L’uomo che da questa mattina era asserragliato nel museo di Saint Raphael è stato arrestato dalla polizia. Lo riportano i media francesi. Secondo quanto si legge sul sito di Le Parisien, l’asserragliato era solo e disarmato, come avevano detto, poco prima dell’operazione il procuratore Patrice Camberou ed il prefetto di Draguignan, Eric de Wispelaere. «L’uomo non è stato identificato e sarebbe solo, non vi sono ostaggi», ha detto il prefetto che ha confermato la presenza di “un’iscrizione in arabo di connotazione religiosa”.

Francia, prudenza della gendarmerie sulla matrice terroristica

«Ma bisogna essere prudenti nel tradurre queste in moventi di carattere approssimativo», ha poi aggiunto. La polizia aveva reso noto inoltre che l’uomo, descritto come un 25enne probabilmente di origini maghrebine, si sarebbe introdotto da solo. La violazione del museo è avvenuta questa mattina alle 6 all’interno dell’edificio in cui si è asserragliato, secondo quanto si legge su Nice Matin. L’allarme era stato dato da una dipendente che aveva scoperto una scritta in arabo sulla facciata al suo arrivo: “Il museo diventerà un inferno”, aveva riferito la donna. L’uomo che si era asserragliato all’interno si rifiutava di comunicare con la polizia che stava aspettando l’arrivo delle forze speciali. La Francia resta comunque in uno stato di massima allerta.

Allarme anche in Germania

Le forze di sicurezza in Germania hanno sventato sette attacchi dall’attentato del dicembre 2016 al mercatino di Natale a Berlino. A riferirne è stato il capo della Bka, ufficio federale della polizia criminale, Holger Muench. Le mancanze sul piano dell’immigrazione e dei controlli sull’attentatore Anis Amri non potrebbero verificarsi oggi, ha affermato parlando con la Rheinische Post. Allora furono tre le mancanze, ha aggiunto: “Primo, il dossier del migrante Anis Amri non è stato seguito nel tempo e questo non accadrebbe oggi. Secondo, i procedimenti penali contro Amri nei diversi Land federali non erano stati riuniti. E terzo oggi l’approccio è orientato alla persone nel senso che non si valuta più solo il rischio concreto, ma anche l’individuo e la sua pericolosità”.

Commenti

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  • giovanni55 23 ottobre 2019

    Se è di origine araba o afroislamica diranno che è squilibrato. Nel caso fosse caucasico invece diranno che un razzista/razzista/suprematista. La canzone la conosciamo

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