Dottoressa stuprata a Bari: “Denuncia tardiva”. L’aggressore resta impunito

mercoledì 9 ottobre 17:21 - di Redazione

Il gup del Tribunale di Bari ha prosciolto un 52enne dal reato di violenza sessuale nei confronti di una dottoressa in servizio presso un ambulatorio di guardia medica della provincia di Bari «per difetto di tempestiva querela». Maurizio Zecca, di Acquaviva delle Fonti, era stato arrestato il 13 novembre scorso per stalking nei confronti della dottoressa. Due settimane dopo l’arresto, il Tribunale del Riesame aveva concesso i domiciliari con braccialetto elettronico a Zecca, ritenendo improcedibile il reato di violenza sessuale perché denunciato oltre il termine di 6 mesi previsti per legge.

Stuprata a Bari durante il turno di guardia medica

Il giudice ha condannato Zecca nei mesi scorsi a 6 mesi di reclusione per stalking. Il processo pende attualmente in appello. L’uomo è accusato di aver perseguitato per più di un anno con telefonate anche notturne e minacce di morte la dottoressa. La donna, a causa di quegli episodi, fu anche costretta a cambiare tre diverse sedi di lavoro in pochi mesi. La Procura aveva invece stralciato la posizione dell’imputato per la violenza sessuale e ne aveva chiesto il rinvio a giudizio in un separato procedimento. Al termine dell’udienza preliminare il gup ha dichiarato ora il «non doversi procedere».

La protesta di Filippo Anelli (Fnomceo)

Dura la posizione del Presidente della Federazione nazionale degli ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri (Fnomceo), Filippo Anelli.  «Una brutta e penosa storia, che non rende giustizia alla vittima ma le infligge ulteriore dolore». Anelli spiega che «medici e operatori sanitari hanno spesso remore a denunciare il loro aggressore, perché minacciati o per una sorta di pudore». Talvolta «per un senso di ingiustificata vergogna, o per non mettere in crisi la relazione con il paziente, o persino per non dover interrompere il turno in assenza di un collega che possa sostituirli».

Per questo il massimo rappresentante dei medici italiani chiede «l’esplicita previsione, nel disegno di legge in materia di sicurezza per gli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie nell’esercizio delle loro funzioni» la procedibilità d’ufficio per chi aggredisce un operatore sanitario nell’esercizio delle sue funzioni. Anelli porterà l’istanza dei medici italiani venerdì mattina al Tavolo permanente di lavoro sulla sicurezza con il ministro della Salute, Roberto Speranza.

Commenti

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  • misuracolma 9 ottobre 2019

    Questo sistema aberrante buonista porterà il popolo onesto e indifeso alla rivolta. Ovviamente, bisogna tenere presente che, se sono possibili questi provvedimenti “odiosi” da parte dei giudici, sono le leggi dello stato che li permettono o che non permettono diversamente. Leggi spesso varate da “eletti” ben poco rappresentativi della volontà espressa dalla maggioranza degli elettori, se non addirittura opposti.

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