Dislessia, questa sconosciuta. A teatro per capire la Dsa

lunedì 7 ottobre 13:26 - di Redazione
Dislessia

Dislessia, questa sconosciuta. Ed è appunto per farla conoscere a chi non sa che l’Associazione Italiana Dislessia ha voluto e organizzato la quarta edizione della sua settimana nazionale. “Diversi e Uguali“: punti d’incontro, di conoscenza, di scambio e d’approfondimento per i genitori e per gli operatori. Per quanti insomma stanno giorno dopo giorno alle prese con una realtà poco nota. Dislessia, ma cos’è? I Dsa sono disturbi del neurosviluppo. Riguardano la capacità di leggere, scrivere e calcolare in modo corretto e fluente. Si manifestano con l’inizio della scolarizzazione. In base al tipo di difficoltà che comportano si dividono in: dislessia, disortografia, disgrafia, discalculia. Materia in Italia ancora poco conosciuta, anche se si stima un alunno con un Dsa per classe. In sintesi: leggere, scrivere e calcolare per noi sono atti così semplici ed automatici. Risulta quindi difficile comprendere le difficoltà che riscontrano i dislessici. Spesso questi bimbi o ragazzi vengono considerati svogliati e la loro intelligenza spiccata dà il via a valutazioni come “è intelligente ma non si applica”. Niente di più sbagliato. Questi ragazzi non hanno problemi cognitivi legati alla comprensione. Al di là dello studio, sono intelligenti, vivaci, socievoli e creativi.

Dislessia, che fare?

Dislessia, che fare? Intanto chi sta a Roma può andare a teatro. Magari domani, martedì 8 ottobre. Può raggiungere l’Auditorium Ennio Morricone dell’Università Tor Vergata (via Cracovia 50). E li, ascoltare e vedere la realtà del settore e, poi, assistere ad una performance teatrale. Dalle 9 alle 13 esperti qualificati (professori universitari, logopedisti ecc) spiegheranno cosa fare. Persino come comportarsi. Mentre alcuni giovani parleranno della loro esistenza e della personale esperienza di Dsa. A seguire, ecco lo spettacolo: “Ci ho le sillabe girate“. Performance a cura del gruppo Teatro officina di Milano. Sorridere e riflettere senza fronzoli. Esserci non fa male a nessuno. Ed è pure gratuito.

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