Dazi, il Wto dà il via libera agli aumenti. Tutto cominciò con le sanzioni alla Russia…

mercoledì 2 ottobre 17:49 - di Antonio Pannullo

In vista aumenti e sanzioni per il nostro export. L’Italia rischia di pagare un conto di oltre un miliardo per il via libera del Wto all’aumento delle tariffe all’importazioni fino al 100% del valore attuale. La misura potrebbe colpire per circa la metà dell’importo il cibo ma anche la moda, i materiali da costruzione, i metalli, le moto e la cosmetica. Questo se gli Stati Uniti decideranno di mantenere le stesse priorità della black list indicata dal Dipartimento del Commercio. Emerge da una analisi della Coldiretti in riferimento al verdetto del Wto che ha autorizzato dazi Usa nei confronti dei Paesi Europei. Si tratta di un ammontare di 7,5 miliardi di dollari nell’ambito della disputa nel settore aeronautico che coinvolge l’americana Boeing e l’europea Airbus. Un importo che – riferisce la Coldiretti – è pari a 1/3 dei 21 miliardi minacciati inizialmente dagli Stati Uniti.

Aumenti e sanzioni per il nostro export

Ora gli Usa avvieranno la procedura con la pubblicazione a ottobre la nuova lista di prodotti europei da colpire. Se saranno mantenute le stesse priorità l’Italia – precisa la Coldiretti – potrebbe essere dopo la Francia il Paese più colpito. A pagare il conto più salato rischia di essere proprio l’agroalimentare con vini, formaggi, salumi, pasta, olio extravergine di oliva, agrumi, olive, uva, marmellate, succhi di frutta, pesche e pere in scatola, acqua, superalcolici e caffè. In pericolo – continua la Coldiretti – sono soprattutto i formaggi per le pressioni della lobby dell’industria casearia Usa. Questa ha scritto a Trump per chiedere di imporre dazi alle importazioni di formaggi europei al fine di favorire l’industria del falso Made in Italy.

Aumenti per pasta, parmigiano, prosecco, mozzarella

Quello americano è, dopo la Germania, il secondo mercato estero per Parmigiano Reggiano e Grana Padano. Su quelli la tassa passerebbe da 2,15 dollari a 15 dollari al kg, facendo alzare il prezzo al consumo fino a 60 dollari al kg. Ad un simile aumento corrisponderà inevitabilmente un crollo dei consumi stimato nell’80-90% del totale, secondo il Consorzio del Parmigiano Reggiano. Ma il re dei formaggi non è il solo simbolo del Made in Italy a tavola vittima della manovra di Trump. Un altro esempio è rappresentato – spiega Coldiretti – dalla Mozzarella di Bufala Campana Dop che negli Usa costa 41,3 euro al chilo, che salirebbe a 82,6 euro. Stesso discorso per l’olio di oliva, la pasta, il prosecco.

L’errore della Ue sulle sanzioni a Mosca

”L’Ue ha appoggiato gli Usa per le sanzioni alla Russia che, come ritorsione, ha posto l’embargo totale su molti prodotti agroalimentari Made in Italy. Finora ci è costato un miliardo in cinque anni ed ora” ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini ”l’Italia rischia di essere ingiustamente anche tra i Paesi più puniti dai dazi Usa”. ”Una buona premessa al confronto sono le importanti relazioni con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump che ha saputo costruire il premier Giuseppe Conte”, ha concluso Prandini.

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