Conte mette le mani avanti: l’Umbria? Conta come la provincia di Lecce, non è un test per il governo

20 Ott 2019 19:32 - di Redazione

Giuseppe Conte, ospite di Eurochocolate a Perugia, parla del voto in Umbria. E a una settimana dall’apertura delle urne, quello che dice vale più di tutti i sondaggi. Conte già sa che l’Umbria per loro è persa. E così mette le mani avanti: “Il voto in Umbria non può essere un test per il Governo. Con tutto il rispetto per la popolazione umbra, popolazione che è pari a quella della provincia di Lecce, non può essere determinante per le sorti del Governo”.

Conte parla già come un perdente, come un premier che intende minimizzare il responso elettorale. Eppure hanno tentato di tutto per arginare la frana che sta per travolgerli. Un accordo in extremis tra M5S e Pd che in tanti, nella base grillina, non hanno digerito.

Conte spaventato dai sondaggi?

Ora, sondaggi alla mano, scoprono che l’Umbria non sarebbe un test per il governo. Ora dicono che quel voto non è importante né significativo. E’ la solita tiritera della sinistra contro la sovranità popolare. E gli umbri non hanno digerito molto bene le parole del presidente del Consiglio.

Non è da meno il vicepresidente dell’Europarlamento Fabio Massimo Castaldo, del M5S. “Quello dell’Umbria – dice – è un test importante che bisogna, da un lato sottolineare ma, allo stesso tempo relativizzare. È un test figlio di una situazione molto particolare nella quale si è cercato di esprimere un’eccellenza come Bianconi al vertice di una sintesi programmatica tra più forze, per dare un’alternativa civica di sostanza e di competenza a una regione che ha bisogno di discontinuità”.

Non la pensa così Matteo Salvini che da Todi manda a dire che il voto umbro sarà una lezione di democrazia per Di Maio e Zingaretti. Un’immersione nella vita vera, perché solo in Italia chi perde, invece di andare a casa, va al governo del Paese. La città di Todi, con la vittoria del centrodestra, è

stato il Comune che ha fatto da “apripista” alle successive conquiste leghiste degli altri comuni umbri.

Commenti

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  • Giuseppe Forconi 26 Ottobre 2019

    Se l’Umbria conta come la provincia di Lecce….. allora ,io della provincia di Lecce mi sento offeso perche’ non contiamo nulla.
    Allora se non e’ un test per il governo ( che non le appartiene ) che ci va a fare in Umbria? Una pizza la puo’ mangiare ovunque. Andiamo, Conte sia piu’ realistico, oggi a te, domani 27 a me, giusta coerenza.

  • Giardi gaetano 21 Ottobre 2019

    Ma pensa che vero para il nostro conte un po’ come la volpe quando non arrivava all’uva ” come sei bella racinedda mia”. E pensare che pezzi da novanta della curia si sono impegnati per la sponsorizzazione politica e si tratta di una piccola regione possiamo pensare cosa farebbero per una grande regione. L’importanza dell’Umbria risiede soprattutto nella possibilita’ di mettere le mani sulla gestione regionale di 50 anni ed eventualmente promuovere commissionindi inchiesta che evidenzierebbero anche l’attivita’ della magistratura in loco. Sai le risate……

  • Giampaolo Bassi 21 Ottobre 2019

    Andate a casa adesso prima di esporvi al pubblico ludibrio

  • roberto bianchi 21 Ottobre 2019

    E la volpe disse non arrivandoci: tanto a me l’uva non piace

  • giovanni vuolo 21 Ottobre 2019

    Capolavoro di aplomb !!! Offese contemporaneamente sia l’Umbria che la provincia di Lecce.

  • giovanni vuolo 21 Ottobre 2019

    Certo, per Conte niente deve scalfire la sua leadership, ma non sarà lui che potrà gestire ogni conseguenza. Per Conte il parere degli Italiani vale meno di zero, ed anche per il suo variopinto governo. Ma già si avvertono evidenti scricchiolii, e chissà che una sonora lezione in Umbria non alimenti la protesta interna, di quelle persone che hanno ancora una dignità da difendere, prima della poltrona.