Conte accerchiato sul Russiagate. E Renzi lo provoca: «Io estraneo, è lui che deve chiarire»

lunedì 7 ottobre 12:36 - di Sveva Ferri
conte

Non più “solo” un’imbarazzante spy stoty. Il Russiagate diventa un caso politico all’interno della maggioranza di governo. Anche Matteo Renzi, non più solo Matteo Salvini, ora mette all’angolo Giuseppe Conte sugli incontri estivi del capo del Dis Gennaro Vecchioni con l’attorney general William Barr e il procuratore John Durham. Conte «vada al Copasir e spieghi tutto sulla spy story», ha avvertito il leader di Italia Viva durante Mezz’ora in più. «Farebbe meglio a lasciare la delega ai Servizi», ha poi aggiunto Renzi, autoassolvendosi. Lo stesso Renzi è finito coinvolto nella spy story che, secondo alcuni, affonderebbe le sue radici ai tempi in cui lui era presidente del Consiglio e Barack Obama inquilino della Casa Bianca. Secondo queste ricostruzioni, il Russiagate sarebbe il frutto di un complotto ai danni di Trump ordito in quel periodo.

Il nervosismo di Conte e Di Maio

Le sortite di Renzi, probabilmente non esenti dalla necessità di allontanare i riflettori da sé, hanno innervosito tanto il premier quanto Luigi Di Maio. «Le considerazioni di Renzi non meritano risposta. Io mi fido ciecamente di Conte. Sono certo che darà tutte le risposte necessarie in audizione al Copasir», ha detto il leader del M5S, in un’intervista al Fatto Quotidiano.

Un assist al premier, che rimanda il momento del chiarimento sull’eventuale ruolo italiano nel Russiagate proprio facendo riferimento all’audizione al Copasir. Fonti di Palazzo Chigi, riferite dal Messaggero, ripeteno che «il presidente del Consiglio chiarirà dapprima nella sede istituzionale appropriata, il Copasir, tutta la vicenda. E poi chiarirà anche pubblicamente». Una data per il Copasir, però, ancora non c’è, complice anche lo stallo in cui si trova il Comitato, che mercoledì dovrà rinnovare il presidente. Intanto gli uffici di Conte si trincerano dietro non netto “no comment”: «Il premier non commenta le indiscrezioni», hanno fatto sapere.

Gasparri: «Il premier deve ripondere al Paese»

«Abbiamo un premier in fuga, un avvocato in fuga da troppo tempo rispetto ad un Parlamento che gli pone domande su Servizi, concorsi, parcelle. Ma prima o poi si fermerà…», è tornato alla carica Matteo Salvini su Facebook. Anche Maurizio Gasparri ha ribadito che «Conte deve rispondere all’intero Parlamento e al Paese, di alcuni traffici inquietanti che potrebbe aver fatto con i Servizi di sicurezza». «È inutile che cerchi di guadagnare tempo e limitare il confronto ad organismi riservati. Non basta parlare al Copasir», ha sottolineato ancora il senatore di Forza Italia, per il quale «quanto è accaduto è veramente grave e preoccupante». «Si profila un uso privatistico di strutture di sicurezza dello Stato. Ed anche i vertici hanno agito in maniera francamente tutta da verificare», ha detto ancora Gasparri, avvertendo che «chi ha sbagliato deve pagare. Saremo inflessibili e implacabili».

 

 

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