Condannati per truffa i genitori di Renzi: un anno e 9 mesi a Tiziano e Laura Bovoli

lunedì 7 ottobre 17:45 - di Redazione

Il tribunale di Firenze ha condannato Laura Bovoli e Tiziano Renzi, genitori dell’ex premier Matteo Renzi, alla pena di un anno e 9 mesi di reclusione. La sentenza arriva al termine del processo per due fatture false. Assieme ai genitori di Renzi è stato condannato l’imprenditore Luigi Dagostino. Per lui una pena di due anni di reclusione per fatture false e truffa aggravata. Il giudice monocratico Fabio Gugliotta, ha concesso la sospensione della pena ai coniugi Renzi.

Fatture false: il reato è truffa aggravata

Per le fatture false, nel marzo scorso gli imputati erano finiti agli arresti domiciliari su richiesta della procura diretta dal procuratore capo Giuseppe Creazzo. Le fatture contestate dall’accusa al centro del processo sono due: una da 20.000 euro e l’altra da 140.000 euro. Le fatture vennero pagate alla società Party srl (quella da 20mila euro) e alla Eventi 6 srl (quella da 140mila euro) nel luglio 2015. Sarebbe falsa la fattura da 140mila euro per un outlet fiorentino. Emessa per  per consulenze pagate ma non realizzate. L’altra fattura da 20 mila euro risulta emessa dalla Party srl. È l’unica fattura emessa dalla Party nel 2015. La società è stata fondata da Tiziano Renzi e dalla compagna di Dagostino.

Con i genitori di Renzi condannato Luigi Dagostino

Secondo il pm von Borries c’è stato un comportamento doloso da parte degli imputati nell’emettere fatture false, forse non solo per evadere il fisco. Tiziano Renzi e Laura Bovoli, ha detto il pm, sono “due imprenditori di lungo corso che emettono fatture per importi rilevanti, intenzionati a evadere le imposte, che è motivo di emettere fatture false”, così come Luigi Dagostino agisce anche lui per gli stessi fini.

Tuttavia, sottolinea il pm, è possibile che l’emissione delle fatture false possa concorrere a una finalità extratributaria, nell’emissione di fatture false, “non si richiede che il fine di evasione delle imposte sia fine esclusivo”, ma ci possono esser altri fini anche il procurarsi denaro per altri scopi. A Dagostino, che ha ammesso di aver pagato le fatture, è stata anche contestata la truffa per aver sollecitato, quando ormai non era più amministratore, la Tramor spa a pagare una fattura da 140.000 euro alla Eventi 6. Per il pm le due fatture pagate da società di Luigi Dagostino – 20.000 euro alla Party, 140.000 euro alla Eventi 6 – erano false dato che non sono state trovate né lettere di incarico né elaborati durante le perquisizioni e anche i testimoni non hanno riferito di conoscere questi documenti.

Commenti

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  • Giuseppe Forconi 9 ottobre 2019

    Prima di tutto un anno e nove mesi sono pochi e poi quando restituira’ il mal tolto ? O finira’ tutto a tarallucci e vino come di abitudine o ci sara’ una vera giustizia? Gli italiani hanno bisogno di vedere un po’ di correttezza.

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