CasaPound imbavaglia le statue in 100 città: «Facebook vuole chiudere la bocca ai sovanisti»

venerdì 18 ottobre 13:09 - di Sveva Ferri
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Statue imbavagliate in oltre cento città italiane per dire «no alla censura». È la protesta simbolica di CasaPound Italia contro i bavagli, tutt’altro che simbolici, imposti nel nostro Paese a chi ha una voce non omologata. Il movimento ricorda il caso della disattivazione delle pagine Facebook e Instagram, che è costata ai siti una causa (fissata per il 13 novembre). Ma ci sono anche i blocchi di PayPal e l’esclusione dell’editore Altaforte dalla fiera libraria di Torino, apertamente motivata con ragioni ideologiche, e da quella di Roma, giustificata con ragioni “tecniche”. Una furia censoria che sui social ha colpito anche alcuni esponenti di Fratelli d’Italia, la cui colpa è magari – come nel caso di Caio Mussolini – solo quella di avere un cognome sgradito.

«Contro di noi prove generali di censura su larga scala»

Dunque, ci sono tutti gli estremi per capire che quello a danno di CasaPound «non è stato di un episodio isolato».

«L’azione contro di noi è stata probabilmente – sottolinea CasaPound – la prova generale rispetto al tentativo di mettere a tacere gradualmente la voce dei sovranisti. Lo dimostrano le censure che continuano a oscurare innumerevoli profili e pagine, ma anche i blocchi imposti da PayPal contro imprenditori colpevoli di essere lontani da posizioni globaliste».

A Roma il convegno “Riprendere la parola”

«Per fortuna inizia ad allargarsi il fronte di coloro che hanno compreso la gravità delle censure in atto», prosegue la nota del movimento, ricordando lo spessore delle adesioni al convegno sulla libertà di espressione “Riprendere la parola”, organizzato da Il Primato Nazionale,  che si terrà oggi alle 17, al centro congressi di via Cavour, a Roma.

All’incontro, con Simone Di Stefano, interverranno Giampaolo RossiMarco GervasoniEdoardo Sylos Labini, Francesca Totolo, Federico Mollicone e Peter Gomez.

CasaPound a piazza San Giovanni solo con i tricolori

«È anche in considerazione del momento cruciale per il fronte sovranista e dell’attacco senza precedenti in corso – spiega CasaPound – che domani pomeriggio saremo in piazza San Giovanni. Non porteremo simboli, ma centinaia di tricolori».

«La nostra volontà – chiarisce il movimento – è arricchire con le nostre idee e battaglie di sempre una piattaforma programmatica, quella dell’opposizione al governo da incubo giallofucsia, che non può limitarsi ai pur fondamentali temi dell’immigrazione e della pressione fiscale. E che deve iniziare a occuparsi con forza anche di casa, lavoro, famiglia, salari e Stato sociale».

Qui le foto delle statue imbavagliate da CasaPound

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