Brusca, Pg della Cassazione dice no ai domiciliari. Meloni: «Lo Stato non può arrendersi alla mafia»

lunedì 7 ottobre 16:09 - di Martino della Costa
Brusca

«Brusca è uno spietato criminale al quale non va concesso nessun beneficio. Ci auguriamo che la Cassazione respinga la richiesta di scontare la pena agli arresti domiciliari. Lo Stato non può in alcun modo permettersi di lanciare questo segnale di resa nei confronti della mafia». Lo ha scritto in mattinata su Twitter il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. Parole che rilanciano il grido di dolore dei familiari delle vittime di Brusca, e le parole di indignazione e rabbia di un’intera comunità civile, contro l’eventualità che possano essere concessi i domiciliari all’ex spietato boss mafioso. E poco fa è arrivata la pronuncia della procura generale della Cassazione che si è espressa contro la richiesta della difesa dell’ex boss di Cosa Nostra. Un no, quello della Pg della Suprema Corte, che dà ragione alle recriminazioni della politica. Che dà conto del dolore dei familiari delle vittime di Giovanni Brusca.

Brusca, Pg Cassazione: «No ai domiciliari per l’ex boss»

Dunque, la procura generale della Cassazione si è espressa contro gli arresti domiciliari per Giovanni Brusca. Il Pg, nel parere espresso nella requisitoria scritta in cui si rigetta la richiesta avanzata dalla difesa dell’ex boss di Cosa Nostra, condividendo le motivazioni del Tribunale di Sorveglianza, considera «non ancora acquisita la prova certa e definitiva del suo ravvedimento». La decisione dei giudici della Suprema Corte è attesa nelle prossime ore. E tra i primi a esprimersi sul fatto che oggi la Corte di Cassazione deciderà se il collaboratore di giustizia Giovanni Brusca, l’uomo che ha premuto il telecomando della strage di Capaci, possa andare agli arresti domiciliari dopo 23 anni di carcere, c’è stata Tina Montinaro, la vedova del capo scorta di Falcone.

La vedova del capo scorta di Falcone su Brusca

La donna intervistata dalla Adnkronos sulla vicenda ha dichiarato: «Dicono che uno che ha ammazzato duecento persone e che ha sciolto un bimbo nell’acido si è ravveduto e che potrebbe andare tranquillamente ai domiciliari, quindi quanto vuole che conti il parere dei familiari delle vittime?». Poi ha concluso laconica: «Davanti a una decisione del genere io non so cosa dire. Spero solo che chi prende questa decisione sia lì a passarsi una mano sulla coscienza, ricordandosi di tutti i morti di Palermo»…

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