Berlusconi suona la carica: «In piazza con l’Italia che lavora contro l’Italia del comunismo»

venerdì 18 ottobre 12:22 - di Michele Pezza
Berlusconi

Nessun ricordo (e nessuna paura) dei fischi beccati nel 2015 a Bologna, città che ha visto l’ultima grande manifestazione unitaria del centrodestra. È troppo uomo di mondo Silvio Berlusconi per non metterli in conto. Ma anche per farsene irretire fino a rinunciare all’abbraccio della moltitudine annunciata per domani a Roma in piazza San Giovanni. Tutt’altro: «Non mi importa niente. Io sono sicuro di quello che penso io e faccio quello che decido e che ritengo giusto», taglia corto il Cavaliere. E siccome non è abituato al ruolo di comprimario, non solo lui in piazza ci sarà, ma trova anche le parole per dare un titolo alla kermesse della coalizione. Eccole: «L’Italia che lavora contro l’Italia del comunismo».

Berlusconi: «È in gioco la libertà di tutti»

L’ex-premier parla da Perugia. Come SalviniGiorgia Meloni anche lui fa tappa in Umbria per tirare la volata a Donatella Tesei, la candidata del centrodestra. Nel corso della sua visita all’Eurochocolate, il leader di Forza Italia ha rivelato che in un primo tempo aveva immaginato di condurre un’opposizione esclusivamente parlamentare al Conte-bis. «Poi, però, – ha aggiunto – quando ho visto che il governo è arrivato a proporre otto anni di carcere per chi evade 50mila euro, ho capito che la libertà di tutti è in pericolo». In piazza, dunque, ma senza confondersi, tiene a precisare. Diversa è la questione della leadership del centrodestra, che Berlusconi consegna senza riserve a Salvini: «Nel centrodestra il leader è colui il cui partito prende più voti. È evidente che se Salvini è oltre il 30 per cento sia lui il leader, ma noi non siamo la Lega, siamo i continuatori della tradizione liberale, occidentale, cristiana, garantista».

Sul “duello” in tv: «Tra Salvini e Renzi nessun vincitore»

La citazione del leader leghista è anche l’occasione per assegnare le pagelle dopo il suo “duello” tv con Matteo Renzi. Sul punto, si sa, il Cavaliere è un’autorità indiscussa. Il suo è un giudizio equanime: «Credo che nessuno dei due possa essere sicuro di avere prevalso. E andata bene a tutti e due, quelli che sostenevano Salvini hanno visto il Salvini che vogliono, chi sosteneva Renzi ha visto Renzi molto preciso, molto preparato, molto polemico, hanno visto il Renzi che vogliono. Ci mancava Berlusconi – ha ironizzato -, che però è stato ben rappresentato da Vespa che ha tenuto molto bene il confronto».

 

 

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