Al Baghdadi, Conte: «Congratulazioni a Trump». La Meloni: «Colpo durissimo all’Isis»

domenica 27 ottobre 18:53 - di Redazione
Isis

La notizia della fine del capo dell’Isis fa scattare il plauso pressoché unanime agli Stati Uniti e al suo presidente Donald Trump. La morte di Abu Bakr al Baghdadi è stata infatti salutata quasi ovunque da grande soddisfazione. Reazione più che giustificata se si pensa che il sedicente Stato Islamico ha rivendicato tutte le più recenti atrocità di marca islamista. Certamente è stata vinta solo una battaglia e non la guerra, ma il colpo inferto al “Califfato” è durissimo.

La leader di FdI: «Un bene la morte del tagliagole dell’Isis»

Giuseppe Conte ha atteso ben due ore prima di esprimere via tweet il proprio «sostegno al presidente Trump e agli uomini e alle donne che sono impegnati senza sosta nella nostra comune battaglia contro il terrorismo». Il tweet era scritto in inglese e questo spiega tutto. Anche Giorgia Meloni ha manifestato soddisfazione per la morte di quello che ha definito il «tagliagole del Califfato». A giudizio della leader di FdI, infatti, il raid americano ha inferto un «durissimo colpo ai terroristi islamici dell’Isis, che hanno insanguinato anche le città europee». La Meloni ha quindi ricordato anche le «stragi delle minoranze cristiane» in Medio Oriente. «Importante – ha concluso – non abbassare la guardia».

Il generale Tricarico: «Qualcun altro sostituirà il Califfo»

Tra i commenti italiani non politici merita sicuramente menzione quello del generale Leonardo Tricarico: «Temo non ci sia molto da gioire», avverte infatti l’ex capo di Stato maggiore dell’Aeronautica. «In genere – spiega il generale – organizzazioni tipo al Qaeda o l’Isis» che inoltre ha una struttura statuale con tanto di ministri e vice, non subiscono un indebolimento sostanziale con la perdita di un capo, per quanto carismatico». A suo giudizio, «il colpo più duro per l’Isis è la perdita del territorio più che quella del capo». Per nulla ottimistica la sua previsione: «È verosimile che adesso l’Isis venga presa in mano da qualcun altro e che rimanga attivo».

 

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