Abusi su 19enne “indemoniata”. Chiesto il processo per un parroco fiorentino

martedì 29 ottobre 18:49 - di Redazione

Indemoniata? No, con gravi problemi di salute mentale. Accade nel Mugello, dove un sacerdote è accusato di avere violentato una diciannovenne con il pretesto dell’esorcismo. La procura di Firenze ha chiesto il rinvio a giudizio per don Emanuele Dondoli, il sacerdote 58enne che in provincia di Firenze, in Mugello, guidava le parrocchie di San Lorenzo a Pietramala e San Michele a Montalbano, accusato di violenza sessuale aggravata nei confronti di una ragazza di 19 anni. L’indagine era scattata dopo le denunce presentate dalla ragazza che, secondo una perizia di parte, soffrirebbe di “disturbo dipendente di personalità”, aggravato da “una sintomatologia ansiosa e depressiva”, condizione che la renderebbe incapace di intendere e volere e di esprimere il proprio dissenso ad atti sessuali. Secondo l’accusa, la violenza sarebbe iniziata nel marzo del 2018 quando la ragazza ha chiesto alla parrocchia conforto “a seguito di una fase di grande fragilità, disorientamento, e confusione personale”.

Indemoniata? No, aveva disturbi mentali

La giovane era convinta di essere posseduta dal demonio. Alla giovane, secondo quanto emerso nel corso delle indagini, il parroco avrebbe consigliato delle “benedizioni risolutive per il malessere”. Per questo pretesto l’avrebbe fatta spogliare e invitata a sdraiarsi su un lettino situato in sagrestia. Sempre secondo l’accusa, dopo averle praticato dei massaggi con un unguento che definiva “benedetto”, l‘avrebbe obbligata a subire e compiere atti sessuali. Tutto questo sarebbe andato avanti fino al giugno del 2018, quando la ragazza si è confidata con i familiari e ha sporto denuncia alla polizia. L’avvocato Francesco Stefani, difensore del sacerdote, ha contestato la richiesta di rinvio a giudizio. Le risultanze dell’incidente probatorio ancora non sono arrivate.

Parroco accusato di violenza sessuale

“Oggi mi è stata notificata la data dell’udienza preliminare – spiega l’avvocato Stefani – ancora prima che mi venisse notificata quella per l’espletamento dell’incidente probatorio. Ma il pm, chiedendo il rinvio a giudizio prima, dimostra totale indifferenza verso la difesa, nonostante fosse a conoscenza della data in cui si sarebbe tenuto”.

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