Zingaretti già copia Grillo: chi non la pensa come loro è un barbaro…

domenica 8 settembre 19:37 - di Leo Malaspina

“Liberiamo l’Italia dai nuovi barbari”, aveva detto il 10 agosto scorso Beppe Grillo, all’indomani della “sfiducia” annunciata da Salvini con i grillini che muovevano i primi passi verso lo scandaloso accordo politico col Pd. Il segretario dei Dem, oggi, per arringare i suoi, s’è ridotto a copiare lo stesso lessico dell’ex, odiato nemico: “Domani con la nascita del nuovo governo si volta pagina, si cambia tutto, la stagione del populismo e dell’imbarbarimento è dietro di noi“, ha detto Zingaretti parlando alla festa del Pd a Ravenna. Il linguaggio, gli slogan, sono la prima cosa su cui i piddini provano ad uniformarsi ai grillini, anche in quell’offesa rivolta a chi non la pensa come loro, i “barbari”, appunto. Rivolgendosi poi a M5S e al premier, ha aggiunto: “Agli alleati e al premier Conte dico una cosa semplice e rivoluzionaria: chiediamo lealtà e daremo lealtà, chiediamo che vengano riconosciute le ragioni di tutti e noi le riconosceremo”.

Alla vigilia del voto di fiducia sul governicchio dell’inciucio, Zingaretti cerca di utilizzare un linguaggio carico di enfasi, come se la svolta epocale per la nazione fosse alle porte, con le Bellanova, gli Speranza, i Di Maio…

“La storia di questi anni ’20 vogliamo scriverla noi e sarà una storia all’insegna della liberazione umana e di un futuro degno di essere vissuto”, ha aggiunto il segretario del Pd, citando in chiusura l’attore Luca Marinelli che ha dedicato la Coppa Volpi riconosciutagli alla Mostra del Cinema ai marinai che salvano le vite: “W l’umanità, W
l’Italia, W l’Europa che vogliamo costruire!”. Una chiusura appassionata che gli è valsa l’ovazione finale della platea, che ha punteggiato il suo intervento con diversi applausi. Poi Zingaretti è passato all’analisi psicologica del suo partito: “Nel Pd si è affermato il primato dell’io ed è stata sconfitta l’ossessione dell’io. E’ stato un grande risultato e ce l’ho messa tutta per trovare una sintesi”. L’Io e l’Es, avrebbe detto Freud, l’ideale interprete delle amnesie politiche dei piddini..

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