Vasco Rossi a Paragone: «Non usare le mie canzoni». E lui risponde con Troisi

martedì 3 settembre 9:50 - di Paolo Sturaro

«C’è chi dice no lo dico io: i politici devono mettere giù le mani dalle mie canzoni». A scriverlo su Instagram è Vasco Rossi, rispondendo al senatore del M5S Gianluigi Paragone. Il parlamentare pentastellato – “dissidente” dalla linea del Movimento perché contrario all’inciucio con il Pd – aveva infatti scritto sui social C’è chi dice no per annunciare il proprio voto contrario sulla piattaforma Rousseau sul possibile governo giallorosso.

«Che imparino a usare parole originali loro e a non strumentalizzare la musica», aggiunge Vasco Rossi. «C’è chi usa le mie canzoni per le sue campagne politiche e di opinione. Voglio sia chiaro che io non autorizzo nessuno a farlo e per quello che mi è possibile cerco di impedirlo. Tanto meno si può pensare che io sia d‘accordo con le opinioni di chi usa le mia musica per chiarire le sue idee confuse».

Pronta la replica di Paragone: «So che Vasco Rossi si è arrabbiato per la citazione. Ma come direbbe il Postino a Neruda: la Poesia non è di chi la scrive». E mette il link di un video con una scena de Il Postino con Massimo Troisi. Nel filmato l’attore dice a Philippe Noiret, che interpreta Pablo Neruda: «Caro poeta e compagno, lei mi ha messo in questo guaio e lei mi deve tirare fuori” perché la poesia non è di chi la scrive».

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