Un dittatorello senza voti. Lo chiamano Conte ma è tutt’altro che nobile

mercoledì 11 settembre 6:00 - di Francesco Storace

Sarebbe (quasi) perfetto per Charlie Chaplin, Giuseppe Conte. Più aspirante dittatorello che grande dittatore, però incontenibile nella sua smisurata arroganza, nel suo insopportabile ego, nella sua pericolosa mania del comando. E’ Conte che vuole pieni poteri senza dichiararlo, e questo Paese prima o poi dovrà accorgersene. Anche al Senato ieri il premier trasformista ha recitato una parte tutt’altro che nobile. Continua a insultare chi lo ha incoronato a Palazzo Chigi quattordici mesi orsono, cambia maggioranza come l’abito e quelli che gli erano nemici ieri sono tutti ai suoi piedi. Questo Pd che insorge contro le derive autoritarie ogni volta che può non si rende conto di che serpe sta allevando.

Giorgia Meloni e il rischio dittatura

Ma quel che più deve preoccupare è il clima che sta montando in Italia. E colpiscono proprio le parole di Giorgia Meloni che comincia anche lei ad evocare il rischio di una dittatura, per ora mediatica. Ma che si avverte.
Gli osanna fasulli a Conte ne sono un triste esempio. In un paese autenticamente libero si chiederebbe ad un premier del genere come minimo perché le cose che promette di fare ora le abbia dimenticate per 14 mesi. La risposta sta nella poltrona che avrebbe dovuto mollare anzitempo. Ma quel che è più grave è la pretesa del silenzio. Verso i senatori che lo contestavano. E soprattutto verso la straordinaria piazza di lunedì mattina. Repubblica spara in prima pagina saluti romani e teste rasate. Quattro su decine di migliaia di persone diventano la cifra di una manifestazione di popolo. Corriere della Sera sfregia i partecipanti come l’esempio della rabbia della destra. Senza chiedersi se non sia stata piuttosto rappresentata l’indignazione del popolo italiano.

Nel mirino il Tg2

E’ il Pd che fomenta questo circo mediatico che rischia di provocare guai seri. Siamo al linciaggio. Monsieur Gentiloni, il commissario italofrancese mandato a Bruxelles, è quel premier sconfitto alle politiche e il governo “nuovo” lo promuove. Il Tg2 non fa un’edizione straordinaria e il suo direttore Gennaro Sangiuliano viene lapidato dal solito Anzaldi, sempre del Pd. Costui arriva a dire che Gentiloni in Europa raggiunge un incarico che rappresenterebbe un primato per l’Italia. Dimentica il povero Prodi, ahilui, che della Commissione fu Presidente. E il poverissimo Draghi, presidente della Banca centrale europea.

Fascismo in tutte le salse per proteggere Conte

Poi, il fascismo. Campeggia in tutte la salse, Fatto quotidiano compreso, ed è davvero una vergogna che si giochi in maniera tanto spregiudicata. Loro sono democratici, però chi vuole votare sono quelli che bollano come fascisti. Stravagante davvero.
Non si deve votare. Vietato manifestare. Non si deve parlare. La Serracchiani in tv arriva a dire “meno male” che la polizia ha impedito a migliaia di persone di accedere in piazza lunedì scorso. Facebook oscura profili a destra però a quel megalomane di Chef Rubio può essere consentito di scrivere che è un peccato che i manifestanti non siano stati “pistati come l’uva”. E’ coraggioso sulla tastiera.
Un brigatista rosso condannato a vent’anni per concorso nel sequestro Moro, Raimondo Etro, quasi ogni settimana non trova di meglio che insultare in rete Giorgia Meloni. Nessuno fiata a difesa della presidente di Fratelli d’Italia.
E’ l’anticamera di un regime.
E non sarà un caso se li vota anche Mario Monti.

Commenti

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  • fabio dominicini 11 settembre 2019

    E’ evidente che Conte è un individuo psicologicamente frustrato. E come spesso accade in questo tipo di persone, quando capita loro di vivere una situazione di rivincita, gettano la maschera della falsità e diventano incattiviti megalomani con complessi di superiorità e presunzione.
    Grave è quando vengono meno questi momenti di euforia ed allora cadono in profonda crisi depressiva.-

  • Alessandro Maria Cherubini 11 settembre 2019

    Egregio Direttore, leggo con piacere il Suo articolo che condivido in pieno. La piazza dei fascisti, dei saluti romani,della deriva autoritaria (che è tale solo se è di destra, perchè è libera e democratica se attuata dalla sinistra) è stata in realtà la piazza delle persone libere, del gruppo (anzi, la marea!) di persone libere e realmente democratiche che, democraticamente e senza alcun eccesso, hanno fatto sapere con forza ai truffatori sinistri e pentastellati che esiste una Italia che dice no ai luridi giochi di spartizione delle poltrone (perchè solo ed esclusivamente di questo si tratta). E quest’Italia è forte, molto più forte di quanto i media ed alcuni social cercano di far sembrare. Soggetti inenarrabili come Rubio (che volutamente non chiamo chef e mi vergogno – da chef – che un soggetto che mangia con le mani venga definito mio collega), che invoca i pestaggi da parte delle Forze dell’Ordine, invocano in realtà quella violenza che vorrebbero che la nostra piazza – mi consenta di dire nostra – non mette mai in pratica. Quella violenza con cui, soggetti come Rubio, hanno in realtà piena familiarità, perchè sono loro a far si che manifestare il proprio dissenso sia l’equivalente di creare disordini e danneggiamenti. Sono gli stessi che affermano che i Decreti sicurezza 1 e 2 limitano la libertà personale, perchè puniscono chi in piazza va a commettere reati a volto coperto! Quando un membro del Parlamento di uno Stato democratico, libero e sovrano arriva ad affermare “meno male” che la polizia ha impedito alle persone di raggiungere la piazza, allora forse ci si deve fermare un attimo e riflettere su chi realmente siede tra le fila dei rappresentanti del popolo e che per il popolo dovrebbero lavorare. Tutto questo provoca in me profonda tristezza ed amarezza, ma al contempo ritengo debba essere uno sprone per far sentire con ancora più forza e senza timore alcuno la propria voce ed il proprio dissenso.

  • Giuseppe Forconi 11 settembre 2019

    Cara Meloni, non c’e’ rischio dittatura, siamo gia’ in piena dittatura comunista.

  • Giuseppe Forconi 11 settembre 2019

    Conte bis, roba da matti. Hanno preso la Nazione per un giocarello, fregandosene altamente per quello che il Paese rappresenta nel Mondo.
    Eccoci qua’ come zimbelli di una UE che ci strofinera’ per terra come vecchi stracci.
    Ecco cosa ha combinato uno sperduto spermatozoo di togliatti, ha avvelenato un’intera Nazione. Avanti popolo……. prima di scomparire, se dovesse continuare cosi’.

  • maurizio pinna 11 settembre 2019

    Le dimenticanze. Monti si stupisce e dimentica che i 5 nei mesi scorsi hanno concorso a smantellare le sue leggi. Casini invece esulta: da democristiano, prima è diventato compagno e adesso scherza sugli insulti ricevuti perché aveva ragione lui quando sosteneva che uno vale l’altro .
    E allora bisogna marcare la differenza, bisogna far comprendere al Popolo con che razza di demoni abbiamo a che fare: si cominci col disertare le loro trasmissioni TV, tutte, nessuno vada ad immolarsi nelle trappole dei nuovi terroristi, se le contino tra loro, tra compagni di merende. Il popolo diserti qualsiasi cerimonia o manifestazione ove loro sono presenti anche le massime cariche. Non si facciano sconti di nessun genere, il buonismo è una finezza dell’inefficienza.

  • Giambattista Presti 11 settembre 2019

    A Mattarella e Conte dico solo non c’è peggior cieco di colui che non vuol vedere.

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