Tweet penoso della renziana Prestipino contro FdI: «Io bloccata da politici ignoranti»

lunedì 9 settembre 14:01 - di Alberto Consoli

Scandalosa e velenosa. Gli italiani che hanno avuto la fortune di raggiungere piazza Montecitorio fanno bene ad essere preoccupati. Vergognoso il tweet della parlamentare renziana Patrizia Prestipino. Ci vuole faccia di bronzo e disonestà intellettuale per mettere nero su banco queste parole trasudanti odio e spregio della verità. «Prima di riuscire ad entrare alla Camera per insediamento #Contebis, sono stata bloccata mezz’ora da manifestazione di politici illiberali, ignoranti del meccanismo istituzionale e irrispettosi della democrazia. Questo mi motiverà a votare, con maggior forza, fiducia al Governo!». Follia. Come si possa vergare questa clamorosa bugia lo sa solo lei. Gli insulti e le lamentele la “povera” Prestipino deve rivolgerle al Viminale che ha gestito l’ordine pubblico in modo irrispettoso verso le tante persone perbene che volevano essere presenti per dire no, no nel mio nome al Conte bis.

No, non stanno bene. Questa è mancanza di rispetto e illiberalità. Ripetiamo, la Prestipino trovi il coraggio di chiedere conto del suo “disagio” al ministro dell’Interno Lamorgese. Non i politici «illiberali e ignoranti» hanno impedito di accedere in piazza Montecitorio e zone limitrofe. Il termine “illiberale” in bocca alla Prestipino è patetico. «Illiberale, irrispettosa e ignorante dei meccanismi della democrazia» è lei e tutta la congrega del nuovo governo. Dopo la  scandalosa gestione dell’ordine pubblico siamo veramente oltre ogni ragionevolezza. Se il teweet della parlamentare di osservanza renziana nasconda una velata presa in giro, non è divertente, anzi sarebbe gravissimo.  In piazza ci sono famiglie, giovani e anziani, ancche persone in carrozzella. Uomini e donne che sono giustamente preoccupati di quel che sta accadendo. E le parole della Prestipino sono una delle tante conferme che hanno ragione ad esserlo. La manipolazione della verità e il rifiuto del dissenso devono preoccuparci. E molto.

Commenti

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  • maurizio pinna 9 settembre 2019

    Siamo tornati indietro, agli anni 50, solo che allora in piazza c’erano i lavoratori, oggi sostituiti con i traghettati e con i radical, che alla piazza preferiscono la tastiera dei vigliacchi, quella che ti “spara” alle spalle. A loro sono rimaste le denigrazioni e gli insulti volgari, vecchio appannaggio della sinistra, che per darsi coraggio si è ridotta a cantare “bandiera rossa”.

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