Travaglio: «Su Sozzani tutti sozzoni, tranne il M5S». Marco, nun ce provà

20 Set 2019 11:44 - di Francesca De Ambra
Travaglio

«Il solo gruppo contro l’impunità è il M5S». Parola di Marco Travaglio, che talmente ne è sicuro da scriverlo nero su bianco in un editoriale significativamente titolato “Sozzoni”, refuso solo apparente di Sozzani, Diego, cognome e nome del deputato forzista scampato agli arresti domiciliari grazie ad una nutrita pattuglia di franchi tiratori al riparo del voto segreto e annidati in ogni dove. Che Sozzani sia un sozzone lo deciderà un tribunale. Che sozzoni siano invece quelli che gli hanno risparmiato le manette è invece materia che attiene alla coscienza di quanti hanno letto gli atti inoltrati alla Camera dal gip richiedente. Trattandosi della libertà di un eletto del popolo, l’auspicio è che gli onorevoli non abbiano votato per partito preso. Certezze, però, non ve ne sono. In nessun senso. Invidiamo perciò quelle esibite da Travaglio, insuperabile nel separare con un tocco di penna che sembra spada il bene da male, il diritto dal privilegio, il popolo dalla Casta. Inutile rimarcare che per il Marco-tutto-d’-un-pezzo bene, diritto e popolo sono riserva esclusiva dei Cinquestelle mentre male, privilegio e Casta vanno in conto a tutti gli altri. Col voto segreto, però, uno appena normale finisce per chiedersi su quale granito il direttore abbia poggiato le proprie certezze. Già, chi gliele dà? Sul punto Travaglio si spezza ma non si spiega. Forse sarà andato a memoria attingendo dal vecchio repertorio dell’era santoriana e pre-grillina: impunità, Casta, il Pd complice di B. e altre amenità patibolari. Così, tanto per restituire verginità ai pentastellati, ormai davvero rotti a tutto. Ma è una minestrina riscaldata. Dopotutto, chi può escludere che parte della sporca dozzina non si annidi anche tra i grillini in crisi di nervi e di identità? A ben guardare il primo a cantare dopo l’uovo covato per Sozzani è stato Di Battista, il gallo cedrone del M5S. E se fossero stati proprio i suoi aficionados ad aver dato la scossa per poi vedere l’effetto che fa? Supposizioni, certo. Come quelle di Travaglio. Del resto, quando non v’è certezza di niente è possibile tutto. Perciò, caro Marco, goditi il governo con ZingaRenzi e, come dicono a Roma, nun ce provà.

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