Torna l’emergenza rifiuti e la Raggi fa la vittima: «Sono stata lasciata sola»

sabato 28 Settembre 14:38 - di Redazione

Sui rifiuti «io sono stata lasciata sola». Lo dice la sindaca di Roma Virginia Raggi durante il suo intervento all’incontro sul tema “Professionisti dell’ Antimafia” al festival Restart, organizzato dell’associazione antimafia daSud, all‘Istituto Enzo Ferrari di Roma. «Hanno incendiato il Tmb Salario, un impianto che trattava un quarto dei rifiuti di Roma. È stato liquidato come un incendio. Lo voglio dire. Proprio, lo denuncio. E il Comune da solo non ce la può fare. Il Comune – aggiunge – si deve occupare della raccolta. Il trattamento e lo smaltimento non li fa il Comune».

Rifiuti, la Raggi fa la vittima

E mentre la sindaca piange e punta il dito, accusa e si discolpa, continua il gioco della scaricabarile tra Campidoglio e Pisa, lei e Zingaretti. Ma tutto questo ai romani importa poco: decisamente meno di quanto gli stia a cuore non vivere nel degrado, respirare le esalazioni dei rifiuti tossici, vedere ammassati sotto il portone di casa cumuli e cumuli di “mondezza” accatastati per giorni, settimane, per la gioia di topi e blatte. Già perché la capitale è ormai ridotta a discarica a cielo aperto, con accampamenti che si direbbero improvvisati, se così davvero fossero, dato che invece sono ormai stanziali: non c’è romano che non sappia che il suo biondo Tevere è anche questo, e da fin troppo tempo, tanto da non farci ormai più caso. I rifiuti, così come le tende o le capanne di plastica, fanno capolino qua e là lungo le sponde del fiume, fra gli alberi e corso d’acqua, anche in un tratto di pista ciclabile al centro di Roma, da Castel Sant’Angelo al Gazometro. Percorso fino a poco fa battuto da tanti, in bicicletta o anche a passeggio, magari per sfuggire dal caldo tornato in città in queste ultime settimane estive o soltanto per godere di uno scorcio di natura.

Allarme degrado dalla periferia al centro

E dalla periferia al centro, è unanime il grido d’allarme e di denuncia dei romani costretti a vedere (e annusare) continuamente il problema dei rifiuti: da quella che viene chiamata la terra dei fuochi di Roma, la Valle Galeria, a interi quartieri in cui, ormai, lo spettro che nella Capitale la crisi emergenziale sia endemizzata, è quotidianamente sotto gli occhi di tutti. Non sembra trovare una soluzione a lungo termine la questione rifiuti nella Capitale. A giugno e luglio Roma è stata ricoperta dalla spazzatura. E il timore che quelle immagini siano ormai emblema di una realtà indelebile è palpabile come denunciato dalla stessa AmaA pesare come un macigno c’è anche la situazione Monte Stallonara, dove per ben dodici giorni i residenti si sono trovati ad affrontare l’ennesima beffa che riguarda il loro territorio.

Roghi, miasmi, rifiuti nel sottosuolo: il dramma dei residenti

Terra che brucia, roghi e miasmi, ricordava giorni fa in un ampio servizio dedicato allo spinoso tema l’Adnkronos, «dovuti ai rifiuti nascosti sotto i terreni, ora sotto sequestro preventivo, attorno alle palazzine costruite in edilizia agevolata, piano di zona B50, su suolo di proprietà del Comune, che ne ha viste tante: dal mancato completamento delle opere di urbanizzazione, fino alle indagini per presunta truffa e ora l’ulteriore beffa, la presenza di rifiuti nel sottosuolo come denunciano i residenti e come già testimoniato da una relazione a corredo del progetto di procedura dei piani di recupero urbanistico riguardante i nuclei di edilizia ex abusiva da recuperare individuati dal Nuovo Piano Regolatore Generale di Roma. Insomma un dramma». un dramma che non accenna a diminuire la portata di rischi e paura ma, semmai, ad aumentarne il potenziale ogni giorno che passa…

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