Terremoto, FdI: la ricostruzione non è mai partita. Da Conte promesse non mantenute

lunedì 2 settembre 16:12 - di Redazione

Il Presidente del Consiglio incaricato Giuseppe Conte oggi incontra le delegazioni di cittadini colpiti dal sisma nel 2016. Paolo Trancassini di FdI commenta la notizia ricordando che sulla ricostruzione del centro Italia fino ad ora Conte è ricorso più volte a promesse non mantenute.
” Nei 14 mesi appena trascorsi ho ripetuto in ogni sede, istituzionale e non, che il tema centrale della Ricostruzione è il TEMPO. C’è bisogno di un governo, e di un commissario, che metta in campo competenza e coraggio e abbia la forza di togliere la ricostruzione dal binario morto sul quale è stato posto dal PD e mantenuto dal precedente governo, per metterlo su una corsia preferenziale dove possa correre spedito verso una serie di provvedimenti rapidi, concreti ed efficaci.  Conte ci aveva promesso, alla vigilia delle europee, che all’interno dello Sbloccacantieri sarebbero stati accolti tutti gli emendamenti relativi alla ricostruzione e così non è stato.
Oggi l’ennesima beffa a favore dei media, ma ai danni dei terremotati: il Premier incaricato incontra una delegazione non meglio identificata per fare il punto sulla questione e va in scena la farsa dell’ascolto a cui non segue assolutamente niente”. Una mossa, quella di Conte – ha concluso Trancassini – cui non seguiranno fatti concreti.

Considerazioni simili ha espresso monsignor Renato Boccardo arcivescovo della diocesi di Norcia e Spoleto: “Dopo un primo momento, in cui si è parlato molto del terremoto e delle conseguenze del terremoto, piano piano l’attenzione è diminuita fino quasi a scomparire per cui al momento non c’è una prospettiva di ripartenza seria: si parla sì di ricostruzione, però la cosiddetta ricostruzione pesante di fatto non è iniziata”. “Manca – ha aggiunto – un segnale serio e concreto di ripresa, per cui di conseguenza cresce nel sentimento popolare non soltanto la delusione ma direi quasi la rassegnazione”.

“Che Conte inizi il suo giro di consultazioni dai terremotati – ha commentato Fabio Rampelli – è il ribaltamento del detto evangelico ‘gli ultimi saranno i primi’. I primi a essere auditi, gli ultimi a essere considerati, visto il disastroso trattamento riservato dal governo uscente nei confronti delle popolazioni colpite dal sisma.  L’inconcludenza dei commissari PD Errani e De Micheli e del pentastellato Farabollini conferma che sia il PD sia i 5stelle strumentalizzano la tragedia dei terremotati senza essere stati fin qui capaci di ricostruire una sola casa”.

“E per mettersi al riparo dalle legittime contestazioni – ha continuato – non è stata fatta la diretta dell’incontro e, quel che è peggio, la Camera dei Deputati si è prestata ai diktat di Conte e ha blindato le sale dove erano previste le riunioni. Rammento, non senza imbarazzo, che il Parlamento non è la dependance di Palazzo Chigi. Come vicepresidente mi dissocio formalmente da questa decisione che getta un’ulteriore ombra sull’operato dei 5stelle, lontani anni luce dall’epoca arcaica delle aperture dei palazzi delle istituzioni come scatole di conserve”.

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