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Giorgia Meloni

Tassa sui prelievi bancomat, la Meloni: «È un regalo alle banche, Pd e M5S sciuscià»

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  1. Franci ha detto:

    E’ bello che i “signori” di confindustria si arrovellino per studiare nuove tasse da imporre ai risparmiatori ed eliminare l’evasione quando poi sono proprio loro i più grandi evasori semplicemente spostando le residenze fiscali delle aziende nei paradisi fiscali.
    Il cittadino italiano che lavora e per non farsi rubare tutti i risparmi (con prelievi coatti dal conto corrente o dalla cassetta) volesse portarne un po’ in Svizzera diventerebbe subito un delinquente che esporta capitali all’estero. Qualcuno ha fatto i conti di quanto ci costeranno tutte queste manovre fatte per giustificare il mancato aumento dell’iva?

  2. Cecconi ha detto:

    Cerchiamo di fare un po’ di ordine altrimenti qui si finisce al manicomio confondendo il significato di tasse con quello di commissioni.

    Quella di tassare al 2% i prelievi è la proposta di Confindustria che non è mai stata infusione come ora.

    Stanno cercando insieme alla sinistra ormai completamente nel pallone di percorrere le medesime strade di sempre e in questo modo non faranno altro che far aumentare l’evasione e riprendere a spron battuto la fuga dei capitali dall’Italia.

    L’unico modo per combattere l’evasione è quello di far confliggere gli interessi tra compratori e venditori sui mercati. Soluzione mai voluta applicare poiché non abbiamo mai avuto politici veri ma solo quaquaraquà all’ennesima potenza.

    La tassa proposta non andrebbe a favore del sistema bancario ma dello stato. In quanto una tassa non è una commissione di un qualsiasi ente.
    Altra follia è la limitazione del contante come fece Prodi nel 2006 il quale “genio”, si fa per dire, ottenne come risultato un aumento delle vendite mostruoso di casseforti e un aumento altrettanto mostruoso di evasione e di circolazione del contante e per di più tutto a nero. Come dire dei veri geni ma esattamente al contrario. Quelli della sinistra sono i peggiori in assoluto.

    L’unico economista italiano che considero il migliore in assoluto di cui mi avvalgo per la mia professione leggendo i 26 punti di questo governicchio più che arraffazzonato ha subito bollato il programma economico nel seguente modo: “sarà una manovra alla Eduardo De Filippo” facendo a una commedia del Nostro dal titolo “Napoli milionaria” quando nella parte finale del III atto seguono alcuni dialoghi tra i protagonisti, il più importante tra questi è quello tra Gennaro e la moglie. Siamo alle ultimissime battute, riportiamo il testo di quest’ultimo scambio con i commenti dello stesso Eduardo:
    Le offre una tazzina di caffè. Amalia accetta volentieri e guarda il marito con occhi interrogativi nei quali si legge una domanda angosciosa: “Come ci risaneremo? Come potremo ritornare quelli di una volta? Quando?”. Gennaro intuisce e risponde con il suo tono di pronta saggezza: “S’ha da aspettà, Ama’. Ha da passà ‘a nuttata”.

    Se quelli che li hanno preceduti hanno commesso molti errori, questi attuali sono delle vere nullità assolute.

    Quindi non ci rimane altro da fare che rivolgerci a Dio che ci toga di mezzo per sempre questi incapaci incompetenti e che ce li tolga vita natural durante.

  3. Tullio ha detto:

    È una tassa che dovrebbe scoraggiare il contante in favore dell tracciabilità. Sembra non abbia capito.. c’è pure se non ho capito male un incentivo addirittura per il digitale

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di Franco Bianchini - 12 Settembre 2019