Spia russa, incriminato negli Usa anche un italiano, l’ex-direttore della Avio Aereo

venerdì 6 settembre 12:15 - di Roberto Frulli

Il 59enne Maurizio Paolo Bianchi, ex-direttore della Avio Aereo, controllata italiana di GE Aviation, leader nella produzione di motori aeronautici, con quartier generale nel distretto meridionale dell’Ohio, è stato incriminato negli Stati Uniti assieme ad Alexander Yuryevich Korshunov, 57 anni, la presunta spia russa arrestata il 30 agosto scorso all’Aeroporto internazionale di Napoli.

Lo ha rivelato, in un comunicato, il Dipartimento di Giustizia americano diffuso nella notte, comunicato nel quale si precisa che i due sono stati incriminati con l’accusa di cospirazione per il furto di segreti commerciali ad una società americana nel settore dell’aviazione.
Le accuse contro i due sono stati formalizzate il 21 agosto scorso e nei documenti allegati alla denuncia si afferma che la presunta spia russa Korshunov è un dipendente di una società di stato russa e che, in precedenza, era un funzionario statale che ha prestato servizio anche al ministero degli Esteri russo.
Quanto a Bianchi, ex-direttore della controllata italiana di GE Aviation, mentre lavorava per questa azienda, era responsabile del business in Cina, Russia e Asia. E, dopo aver lasciato la società, è andato a lavorare per Aernova, a Forlì.

La presunta spia russa Korshunov ha lavorato all’United Engine Corp (Uec), che comprende la controllata Aviadvigatel, inserita nel settembre del 2018 dal Dipartimento del Commercio americano nella “lista delle entità” che agiscono contro gli interessi di sicurezza nazionale e politica estera degli Stati Uniti.
Tra Aernova e Aviadvigatel esisteva un contratto.
Secondo le accuse del Dipartimento di Giustizia americano, si ritiene che tra il 2013 ed il 2018 Bianchi, per conto della presunta spia russa Korshunov, ha “assoldato” ex-dipendenti o attuali della controllata italiana di GE Aviation per fare lavori di consulenza sui riduttori dei motori degli aerei: in occasione di questi lavori, sarebbero stati usati segreti commerciali di proprietà della GE Aviaton per redarre rapporti tecnici.
In particolare gli sforzi sarebbero stati concentrati sui riduttori prodotti da Avio Aero.
La presunta spia russa Korshunov avrebbe pagato i dipendenti ed ex di Avio Aero negli incontri da lui organizzati nel giugno del 2013 al Paris Air Show a Le-Bourget, in Francia, e poi nel 2014 a Milano, per discutere le relazioni tecniche.
Korshunov e Maurizio Paolo Bianchi rischiano, ora, secondo il Dipartimento della Giustizia Usa, fino a dieci anni di carcere.

Appena portato al carcere di Poggioreale, lo scorso 30 agosto, Alexander Korshunov è stato posto sotto la massima sorveglianza, senza la possibilità di avere contatti con altri detenuti e seguito da poche unità di guardie carcerarie.
Dopo circa un giorno è stato trasferito in una sezione del carcere per la detenzione ordinaria, il padiglione Milano, dove è in una cella con altri detenuti russi.
Non è chiaro da quale Paese provenisse quando è atterrato all’aeroporto di Capodichino: mentre le prime notizie giunte ieri parlavano di un arrivo direttamente da Mosca, non è invece escluso che Korshunov, che ha già avuto modo di incontrare un avvocato non italiano, avesse già visitato diversi Paesi europei prima di arrivare in Italia.
Su Korshunov pende la richiesta di estradizione presentata dagli Stati Uniti e nei confronti della quale al momento non risulta abbia presentato opposizione: qualora l’estradizione negli Usa dovesse concretizzarsi, secondo quanto si apprende, essa dovrebbe avvenire in tempi molto brevi.

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