Sequestrata la Mare Ionio, Casarini: «È la miserabile vendetta di Salvini»

martedì 3 settembre 13:47 - di Adriana De Conto

La Guardia di Finanza ha sottoposto a sequestro la Mare Jonio, al momento alla fonda all’isola di Lampedusa. La ong risponde con astio. «Il sequestro della nave Mare Jonio è stato un abuso di potere bello e buono. Una piccola e miserabile vendetta. Il ministro Salvini nei suoi ultimi cinque minuti al Viminale ha voluto fare questo scherzo». A sibilare e sputare veleno è l’ex no global  Luca Casarini di Mediterranea Saving Humans, che si trova sulla Mare Jonio sequestrata dalla Guardia di Finanza pochi minuti dopo che l’imbarcazione ha fatto ingresso in acque territoriali italiane. «E’ tutto assurdo – dice Casarini-  Noi siamo entrati in acque territoriali perché autorizzati, lo ribadisco. Ma poi nella notte è arrivata una motovedetta della Guardia di Finanza che ci contesta di avere violato il decreto, con la nave vuota e con l’autorizzazione. Insomma, gli ultimi 5 minuti da ministro Salvini ha fatto questo scherzo». E’ questa la lettura leader dell’ex No Global, passato per vari gruppi antagonisti, transitato nella lista “l’Altra Europa con Tsipras” alle Europee del 2014 e ora  capo missione della Mare Jonio, l’imbarcazione della ong Mediterranea Saving Humans che sta sfidando il governo italiano e le sue leggi da mesi.

Casarini: «I ministri passano..»

Casarini insiste a prendersela con Salvini: «E’ un grave abuso di ufficio, ci sono fior di avvocati che ci stano lavorando. Si dovrà dimostrare che per l’ennesima volta quel signore che occupava quel posto lo usava per fare cose illegali. Ma i fastidi, come i ministri passano. Una piccola e miserabile vendetta che viene fatta dopo una grande pagina di affermazione di obbligo al soccorso al mare, di rispetto delle convenzioni internazionali. Perché questa missione Mediterranea 04 ha affermato che innanzitutto i naufraghi, quelli che vengono soccorsi in mare, sono naufraghi. E’ lo status di queste persone che scappano dalla guerra».

Casarini si arrampica sugli specchi riguardo l’emergenza sanitaria invocata per potere ottenere lo sbarco dei migranti. «Fondamentale avere affermato che non è necessario aspettare che le persone siano in barella per farle scendere, o che stanno per morire. Sono persone che salvi in mare, sono persone che hanno pensato di morire e hanno visto morire altri. Il mare in quel momento è la fonte del loro terrore, bisogna assicurarli a terra». In realtà, erano state date ben altre indicazioni circa la gravità di molti di loro. Ecco, signori, prepariamoci ad aprire i porti senza condizioni. Il nuovo esecutivo che verrà,smantellerà il decreto sicurezza bis. Tutti i Casarin del mondo potranno approdare con il red carpet.

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