Sede Rai di Gerusalemme: Marrazzo se la cava con una sospensione di 10 giorni

26 Set 2019 18:52 - di Redazione

L’aria nuova a viale Mazzini si vede da tanti piccoli particolari. Come nella vicenda della sede Rai di Gerusalemme e sulla poco salomonica decisione dell’azienda di punire Piero Marrazzo con un buffetto. Appena dieci giorni di sospensione.

Ci sarebbe stata la stessa lieve sanzione con un governo gialloverde? Qualche dubbio è legittimo porselo. Ecco i fatti. L’indagine sarebbe partita da una lettera anonima arrivata nella sede centrale Rai ed indirizzata al presidente della tv di stato, Marcello Foa, nella quale venivano descritte attività poco chiare nell’ufficio di corrispondenza Rai di Gerusalemme. La segnalazione ha convinto i vertici a procedere con delle verifiche. È emersa una gestione poco cristallina in ambito amministrativo, che ha coinvolto diversi membri dello staff.

Presa in carico la denuncia dall’Internal Audit guidato da Delia Gandini, che risponde funzionalmente e direttamente al presidente Rai, Marcello Foa, è stata condotta un’istruttoria che ha portato ai due provvedimenti, uno dei quali appunto di sospensione di Marrazzo, a Gerusalemme dal 2015. Licenziato invece il responsabile amministrativo della sede, un italo-israeliano, decisione dei primi di luglio ma filtrata con alcuni mesi di ritardo.

L’accusa? “Responsabilità dirette relative a irregolarità nella gestione amministrativa”. Ebbene, quel procedimento, partito da una lettera anonima arrivata a marzo scorso in Viale Mazzini che avvertiva sulla scomparsa di 15 mila euro, è chiuso e l’audit ha emesso l’ardua sentenza: sospensione di dieci giorni per Marrazzo, probabilmente per “omesso controllo”.

Marrazzo può sempre contare sul vitalizio

Nessuna responsabilità diretta, insomma, per il giornalista di 61 anni che attualmente – a quanto apprende il sito internet Lo Specialista – risulta in ferie. Mentre Raffaele Genah, a lungo vicedirettore del Tg1, che ne ha preso il posto a Gerusalemme. Chi frequenta i corridoi del settimo piano è pronto a giurare che Marrazzo non tornerà a fare il corrispondente da Gerusalemme. Anzi che non tornerà proprio a fare il corrispondente. Ma in fondo sembra che avesse espresso il desiderio di tornare nella Capitale. In ogni caso, l’ex governatore del Lazio può sempre contare sul vitalizio da consigliere regionale.

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