Salvini: «Conte ha la doppia faccia e i 5s sono traditori, lingua in bocca con Renzi»

venerdì 13 settembre 9:52 - di Fulvio Carro

«I sacri vangeli li lasciamo al loro posto, sul palco di Pontida tirerò fuori un’idea di Italia». A dirlo è Matteo Salvini, in diretta a Radio Cafè. «Noi ci sforzeremo di parlare di un’Italia fondata su princìpi ben chiari che sono il lavoro, la famiglia, la sicurezza. Temi che in questi giorni di cosiddetto “nuovo governo” di sinistra non vengono fuori. Io ho capito che non vogliono la flat tax, vogliono rivedere Quota 100, ci sono già due navi delle Ong che stanno entrando nelle acque italiane, senza che nessuno muova un dito».

Quel contatto con Zingaretti…

Le telefonate con Zingaretti non ci sono mai state, puntualizza.  «Se qualcuno  mi da del coglione», aggiunge Salvini riferendosi a una definizione del conduttore de La Zanzara Giuseppe Cruciani che lo definiva un “coglione politico” – dico che è una delle accuse più carine che mi vengono rivolte; di solito sono assassino, fascista, nazista, delinquente, squilibrato. È già quasi un complimento». Sull’autonomia «il M5S ha tradito più di tutti».

«Volevano cambiare e poi pur di non mollare la poltrona, i 5 Stelle si sono messi lingua in bocca con Renzi. Ora vogliono vedere che fanno questi? Perché non sono d’accordo su niente», dice ancora Matteo Salvini, stavolta a Dritto e Rovescio su Rete4. «Rifarei tutto, errori compresi», continua l’ex vicepremier. Quali errori? «Forse ho una visione troppo romantica della politica».

«Non mi hanno fregato»

«Mi hanno fregato? No, penso solo che in un paese normale se un governo non funziona più si riva al voto. Rifarei tutto quello che ho fatto anche se stiamo assistendo a scene orrende sulle poltrone, stanno riaprendo i porti ma se pensano di far dispetto a Salvini riaprendo i porti, sappiano che stanno facendo un dispetto agli italiani», dice ancora il leader del Carroccio. E aggiunge: «Quando il leader del Pd dice che tutte le navi delle Ong devono sbarcare commette un crimine e io mi opporrò in ogni maniera».

«Ci siamo lasciati che ero ministro, ora non lo sono più, ma l’onore vale più di mille ministeri, lo dico a testa alta. Non sono fatto per stare lì a scaldare la sedia. Voglio tornare al governo potendo fare le cose», sottolinea Salvini. «Se avessi voluto fare una vita tranquilla, avrei fatto finta di niente, sarei rimasto ministro anche se non mi facevano fare niente, ma non sono fatto così».

E del premier Conte dice: «Io ho conosciuto una persona diversa, poi quando parlava al Senato ho capito che Conte non mi sopportava. Ha un doppia faccia e questo, è un mio torto, non lo avevo intuito».

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