Rousseau, «io espulsa ho votato senza avere diritto». E non è la sola. Social in rivolta

martedì 3 settembre 16:06 - di Redazione

La beffa: il voto sulla piattaforma Rousseau farà discutere ben oltre la chiusura dello scrutinio digitale. Ma tant’è, e tra il giallo della grafica dei si e dei no, le accuse di boicottaggio lanciate da Grillo, e quell’aura di segreto dell’urna cavalcata con poca convinzione dallo stesso Di Maio che rivela di aver votato sottolineando «non dico come», il teatrino della votazione è in pieno corso di svolgimento. E tra presunte stranezze e annunciati colpi di scena – Davide Casaleggio alle telecamere del tg di La7 ha parlato addirittura di «record mondiale di partecipazione online a una votazione politica» – c’è anche chi, come la deputata Veronica Giannone, dichiara di aver votato, pur non potendo in quanto espulsa dal Movimento. E ad adiuvandum la grillina epurata fornisce all’Adnkronos lo screenshot dell’adempimento virtuale…

La beffa del voto su Rousseau, io espulsa ho votato senza averne diritto

Non solo, dopo l’annuncio – «stamattina sono riuscita a votare sulla piattaforma Rousseau eppure in teoria non potrei, perché sono stata espulsa» –la deputata Veronica Giannone, che all’Adnkronos rivela di essersi collegata al sistema operativo del Movimento 5 Stelle per partecipare al voto sull’accordo di governo col Partito democratico, aggiunge pure la dichiarazione secondo cui non sarebbe la sola ad aver votato pur non avendo diritto. «Non sono certo l’unica, ci sono altri casi come il mio», assicura la deputata: e la credibilità dell’intera operazione subisce un ennesimo contraccolpo. Come già ampiamente sostenuto in precedenza, infatti, da regolamento la Giannone non avrebbe potuto votare. Lo scorso primo luglio la parlamentare è stata estromessa dal gruppo alla Camera insieme alla collega Gloria Vizzini con un post sul Blog delle Stelle che ne decretava l’espulsione. E in base allo statuto del M5S, non possono votare su Rousseau «gli iscritti destinatari di provvedimenti disciplinari di sospensione od espulsione»: nello stesso statuto viene peraltro specificato che «l’espulsione dal gruppo parlamentare» comporta «l’espulsione dal Movimento 5 Stelle».

Tanti gli ex attivisti che hanno espresso il voto digitale “vietato”

Stupore e diffidenza la fanno da padroni, e non solo tra gli aventi diritto al voto sulla piattaforma Rousseau. «Non mi spiego come ciò sia possibile», prosegue Giannone, che allega anche lo screenshot di conferma del voto, tanto che allo sconcerto della diretta interessata si aggiunge anche quello di un altra attivista grillina intervenuta a sua volta per ribadire che, quello della deputata del gruppo Misto, non sarebbe l’unico caso di una ex pentastellata abilitata al voto. Loredana Fasano Marangolo, infatti, ex attivista M5S che ha fatto parte del Meet Up di Bari, a sua volta riferisce di essere entrata nell’area voto della piattaforma. Alle ultime europee Fasano Marangolo si era addirittura candidata con Europa Verde: poi l’avvio del provvedimento disciplinare nei suoi confronti. E giù con sospetti e veleni, che aumentano a ogni nuovo ex attivista espulso che, dai social, riferisce di aver votato sulla piattaforma. Tra i tanto, anche il commento di Silvia Bongianni che recita: «Espulsa e votante. Fate voi! Che caos!». E quello di Marco Fermanti, che su Facebook si sfoga su Rousseau (“Piattaforma di m…”) e scrive: «Per l’occasione fanno votare anche gli espulsi? Ho approfittato e ho votato no! Traditori del mandato elettorale».

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