Roma, ancora violenza sui bus: immigrato aggredisce i controllori alla Stazione Tiburtina

giovedì 26 Settembre 12:15 - di Redazione
bulgara

I carabinieri hanno arrestato un cittadino del Gambia di 21 anni, senza fissa dimora e con precedenti. È accusato di resistenza a incaricato di pubblico servizio e interruzione di pubblico servizio. Tutto è accaduto nei pressi della fermata della Stazione Tiburtina. L’uomo, a bordo del bus Atac – linea 545, alla richiesta fatta dai controllori  di esibire il biglietto, li ha aggrediti con calci e pugni.

I carabinieri sono intervenuti dopo una segnalazione giunta al 112 e hanno bloccato il 21enne violento. Lo hanno accompagnato in caserma, dove è stato trattenuto in attesa del rito direttissimo. Il servizio di trasporto pubblico ha subito un’interruzione di circa un’ora.

Continua a far discutere un’altra aggressione, quella dell’autista della linea 055 a Rocca Cencia. Era a ridosso della fermata della metro nella borgata Finocchio. Due anni fa è stato preso a bottigliate da un passeggero ubriaco. Gli aveva solo detto di smetterla perché disturbava gli altri urlando e versando birra a terra. L’autista, Federico Maruca ha due figlie piccole e una moglie. A causa di quella vicenda si è ritrovato senza lavoro, perché dopo due interventi chirurgici non potrà più tornare a guidare.

«Chiedo solo di essere utilizzato in altre mansioni», dice ora. «Invece temo che l’azienda per cui lavoro voglia mandarmi via». «A causa di un colpo ricevuto a tradimento alla testa ho quasi completamente perso la vista dall’occhio sinistro – racconta – e quell’uomo è sparito dalla circolazione. Con un contratto a tempo indeterminato, sono stato messo per sei mesi in aspettativa dall’azienda a metà stipendio e poi in ferie obbligate. Cosa accadrà quando saranno finite?».

Negli ultimi tempi l’autista ha scritto più volte all’azienda. La replica: divieto di riprendere il servizio nella sede a Tor Cervara, anche perché non ci sarebbe altra alternativa al posto di guida, avvertendo il dipendente che in caso contrario sarà «allontanato con l’utilizzo della forza pubblica» e nei suoi confronti saranno presi dei provvedimenti disciplinari.

Commenti

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  • Bruno 31 Gennaio 2020

    un’azienda che si rispetti deve fare qualcosa deve offrire un altro lavore con la medesima retribuzione