Rimpasto alla Regione Lazio, Ghera: «No all’accozzaglia Pd-M5S»

lunedì 16 settembre 18:06 - di Redazione

L’inciucio giallorosso potrebbe arrivare anche alla Pisana? I rumors darebbero in arrivo due assessori grillini con i quali Zingaretti vorrebbe rafforzare la “maggioranza zoppa” della sua giunta alla Regione Lazio. Con l’arrivo al governo degli ex assessori allo Sviluppo Economico e al Turismo Gian Paolo Manzella e Lorenza Bonaccorsi, a rimpiazzare le poltrone vacanti dei due fedelissimi del segretario Pd  potrebbero arrivare due tecnici graditi al M5S. FdI è categorica: un no netto  all’accozzaglia Pd-M5S nel Lazio. Pertanto, per fare chiarezza sulla situazione politica è stata convocata una riunione del Consiglio, che sta causando molti mal di pancia. «Giusto convocare questo Consiglio, assurdo che la sinistra lo consideri strano. Abbiamo voluto richiamare al suo dovere la giunta, che deve comunicare ufficialmente la composizione della maggioranza del Lazio. Sono in atto manovre, ormai scoperte, per ratificare un’alleanza che in Regione funziona sottobanco dall’inizio della legislatura. Anzi le prove generali sono cominciate molto tempo fa, con Marino già proto-sindaco grillino, che propose l’ingresso dei Cinque Stelle in giunta capitolina scatenando uno scontro interno nel gruppo grillino». Esordisce così in una nota il capogruppo di Fdi alla Regione Lazio, Fabrizio Ghera.

Gera: «Il M5S non è un alfiere della legalità»

Continua Ghera: «Accusano il centrodestra di mancanza di compattezza per le scelte di singoli consiglieri, ma fanno coalizione due partiti interi, che fino a ieri erano ufficialmente contrapposti e si scambiavano continuamente insulti molto pesanti, come le dichiarazioni di esponenti nazionali Cinque Stelle contro i Dem in merito ai fatti di Bibbiano. Proprio il Movimento 5Stelle che condannava il “poltronismo” della prima repubblica oggi persegue la politica dei due forni, pronto a fare pastette ora con uno schieramento, ora con un altro». Fdi rivendica con orgoglio il suo autonomo percorso di coerenza verso gli elettori, «sia non avendo accettato di entrare nel governo gialloverde per assoluta diversità di visione su tutti i temi con il partito di Di Maio, sia avendo sempre guidato l’opposizione a Zingaretti, con due mozioni di sfiducia proposte. Ricordo a proposito come, per la seconda sfiducia, Grillo e Di Maio abbiano dovuto ordinare ufficialmente al gruppo regionale grillino di votarla – prosegue Ghera- Indipendentemente dagli innesti in giunta, Fdi continuerà a contrastare ovunque il Movimento 5 Stelle, che ha dimostrato non essere in grado di governare, come attesta il disastro di Roma, ma anche di non essere affatto alfiere della legalità, come raccontano tante inchieste e provvedimenti giudiziari a loro carico e che ora svela la sua fame di potere ed il suo DNA di sinistra».

Ghera: «Pd-M5S, una strategia che viene da lontano»

A chi giustifica la nuova coalizione con la motivazione che le posizioni del centrodestra compromettono i rapporti con la Ue e ingenerano un clima di tensione nel paese, rispondiamo che il centrodestra ha già governato la Nazione ed il Lazio, ma l’Italia è ancora in Europa e aggiungiamo: è la sinistra con la sua politica di finta accoglienza che provoca le stragi del mare e che oggi consente alla criminalità organizzata e alle multinazionali di schiavizzare i migranti. Uniti da sempre i dem con i Cinquestelle, in una strategia politica volta a discriminare gli italiani, sono responsabili in solido degli episodi di razzismo, violenza, guerra tra poveri che alimenta il conflitto sociale che cresce nelle nostre città».

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