Renzi frantuma il Pd e Macron benedice e torna a Roma. Prove d’inciucio in corso

18 Set 2019 12:37 - di Lara Rastellino

Che lo strappo interno al Pd compiuto da Renzi avrebbe comportato cambiamenti e aperto possibili vie di fuga anche tra gli schieramenti in Europa è cosa nota e convalidata, tra l’altro, dall’asse con Macron e i suoi percorso da un fedelissimo di Renzi come Sandro Gozi, che ormai da tempo ha ufficializzato il suo idillio con l’Eliseo, come riporta, tra gli altri in queste ore, il sito de Il Giornale, «candidandosi nelle  liste di En Marche e membro del governo francese». E dunque?

Renzi-Macron, prove d’inciucio in corso?

Dunque, mistero svelato – o confermato – a parte, ora toccherà capire e poi vedere come la scissione consumatasi in Italia faccia sentire i suoi effetti in Europa con una pletora di renziani pronti a farsi traghettare dall’amico d’oltralpe. Del resto, è chiaro a tutti ormai che l’insanabile spaccatura che da tempo ormai dilaniava il Pd, e che con l’annuncio di ieri ha portato sotto i riflettori solo l’ultimo atto di una tragicommedia che ancora deve finire di andare in scena, avrà ripercussioni anche tra i banchi del Parlamento europeo, con i renziani che a questo punto si domanderanno dove sedersi e da che parte stare… E mentre si agita lo spettro di nuovi inciuci all’orizzonte, il rapporto tra Italia e Francia scrive nuove pagine: e sette mesi dopo quella che è stata definita la crisi diplomatica più grave dal dopoguerra, con il richiamo a Parigi dell’ambasciatore Christian Masset in seguito all’incontro tra Luigi Di Maio e i gilet gialli, il presidente francese Emmanuel Macron torna a riaffacciarsi a Roma. E sul tavolo, i dossier spinosi da sfogliare non sono pochi…

Italia-Francia, i dossier sul tavolo, i temi in agenda

E allora, dopo l’incontro al Quirinale con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, Macron alle 20 sarà ricevuto a Palazzo Chigi per una cena di lavoro, durante la quale il tema principale in agenda sarà quello della migrazione. E su questo, dicono all’AdnKronos fonti qualificate, «siamo fiduciosi che ci possa essere un ulteriore passo avanti» in direzione di una soluzione europea al problema. Promesse finora verbalizzate senza sosta ma a cui non è ancora seguita una una agognata operatività. Con Francia e Germania c’è, di fatto, una convergenza, ma sullo sfondo restano due nodi che ostacolano il via libera a un meccanismo di redistribuzione automatica che metta d’accordo l’Europa su uno dei temi più annosi per il Vecchio continente: da un lato la distinzione tra migranti economici e richiedenti asilo, che l’Italia mira a superare; dall’altro la rotazione dei porti di approdo, per coinvolgere altri Paesi e non lasciare l’Italia sola a gestire l’emergenza. Conte ne discuterà con Macron, anche se fonti di Palazzo Chigi fanno notare che si tratta di questioni che vanno affrontate a 360 gradi con l’Europa tutta e nell’ambito di una politica complessiva che tenga conto di tre direttrici: gestione degli sbarchi, accordi di riammissione e la cooperazione con l’Africa, cui si aggiunge la questione dei corridoi umanitari nei paesi di origine e di transito.

Non solo migranti: ecco gli altri nodi da sciogliere

A parte i migranti, gli altri dossier al centro dei colloqui tra il presidente e il premier sono i temi economici europei, con l’intesa tra Francia e Italia per una maggiore flessibilità sui conti pubblici, favorendo gli investimenti produttivi, e poi i temi dell’attualità internazionale. Libia in primis, dossier su cui l’Italia continua a mantenere un’attenzione altissima (prima di Macron a Palazzo Chigi ci sarà il premier del governo di accordo nazionale Fayez Serraj), come la Francia, che insieme ai leader del G7 ha sollecitato la convocazione di una conferenza internazionale. E poi Iran, con la leadership assunta da Macron fra i Paesi europei nel negoziato con Teheran, e Ucraina. Secondo quanto trapela, infine, nell’incontro tra Macron e Conte non si dovrebbe entrare troppo nel dettaglio dei singoli dossier economici che vanno dalla Tav Torino-Lione fino ai Chantiers de l’Atlantique (ex Stx France).

 

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