Renzi: «Bandiera rossa non è mai stato il mio canto, ora che non sono del Pd mi sento libero»

martedì 17 settembre 20:43 - di Redazione

«Bandiera rossa non è mai stato il mio canto ma non è che me ne sono andato per questo». Lo dice Matteo Renzi commentando i cori di Bandiera Rossa alla festa del nazionale del Pd a Ravenna con Nicola Zingaretti. «Tornino Speranza e D’Alema, magari D’Alema è più intonato di me, sicuramente più adatto a cantarla». Una frase, questa, che destinata a provocare altra rabbia nei “compagni duri e puri”- Renzi scava un altro solco, rimarca le distanze, etichetta come il vecchio tutto ciò che rimane nel Pd, un partito senza anima che si aggrappa alla nostalgia. Lui ha tutt’altro per la testa: «Ci chiameremo Italia viva», annuncia Renzi a Porta a Porta. «Il nome della nuova sfida che stiamo cercando di lanciare sarà Italia Viva. Il tema è che vogliamo parlare a quella gente che ha voglia di tornare a credere nella politica».

«Io voglio molto bene al popolo del Pd, per sette anni ho cercato disperatamente, giorno dopo giorno, di dedicare loro la mia esperienza politica. Dopodiché i litigi, le polemiche, le divisioni erano la quotidianità. Ora che non sono più del Pd mi sento libero. Ho recuperato la libertà. Ora le domande sul Pd non me le possono più fare. Io delle correnti del Pd non parlo più, è un sollievo», aggiunge. I numeri: «Con noi 25 deputati e 15 senatori».

Sulla tenuta dell’esecutivo, afferma: «Il governo non ha problemi,  lo abbiamo fatto apposta per dare lunga vita al governo. Non ho nessuna intenzione di staccare la spina, perche dovrei?. I parlamentari li ho lasciati tutti a Zingaretti. Basta con questa storia che se faccio una cosa io allora c’è sempre un retropensiero», dice ancora. «Nicola Zingaretti non è più il mio segretario, resta un amico. Quando diceva che non avrebbe fatto l’accordo con M5S era spiegabile la sua posizione. Attaccare Zingaretti su questo, lo dico da ex, è profondamente ingiusto. Da parte mia non ci sarà nessuna polemica», prosegue.

«Ioal tavolo non mi siedo né con Zingaretti né con Di Maio. Per me vale il programma di governo e io sono impegnato a sostenere il governo», dice, spiegando di aver chiamato Luigi Di Maio per informarlo delle sue decisioni.

A livello locale, «questa non è un’operazione per portare via amministratori al Pd. Noi vogliamo riportare le persone a credere nella politica. Fa bene Nardella a restare. Fanno bene i sindaci e i governatori, è giusto he restino lì. Non è un segreto di Pulcinella ma ora che me ne sono andato via io, rientrerà la componente di sinistra. Penso che rientreranno e il Pd sarà libero dall’alibi che Renzi sposta il partito a destra. Adesso il Pd faccia il Pd», chiosa Renzi.

Commenti

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  • maurizio pinna 18 settembre 2019

    Quegli anarco-comunisti che vengono dal passato. Si formarono durante la guerra civile spagnola poi arrivarono in Italia con la Resistenza, operando con il nome di Bandiera Rossa, nella lista dei sovversivi compilata dalla Gestapo erano al primo posto, infatti se si esamina nel dettaglio la lista dei caduti alle Fosse Ardeatine, subito dopo gli Ebrei ci sono loro. Contemporaneamente alla strage di Porzius, ove i partigiani comunisti eliminarono gli altri, vi fù un analogo episodio in Piemonte, vicino a Novara, dove gli eliminati furono proprio quelli di Bandiera Rossa. Nonostante che sul finire degli anni 50 ufficialmente si considerassero sciolti, l’idea continuò a fare proseliti, per cui un filone divenne quello dei sovversivi della lotta armata e l’altro quello dei centri sociali. Oggi gli anarco-comunisti del mucchio selvaggio sono ovunque: nei centri sociali, nei media di ogni tipo e nei radical. Il fatto che siano rimasti tali è provato dal lessico che usano e dal fatto che sono attivi anche quando al potere vi è per esempio il PD , perché essendo trotskisti per loro l’attuale sinistra di Governo è troppo blanda.

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