Referendum, parte l’offensiva per il maggioritario. FdI: noi ci siamo. Il Cav lascia libertà di voto

25 Set 2019 17:57 - di Renato Fratello

«E uno! Questa mattina il consiglio regionale del Veneto ha espresso il suo voto favorevole per la richiesta di referendum per modificare la legge elettorale vigente a livello nazionale. È la prima Regione a farlo, altre ne arriveranno nei prossimi giorni. Stiamo mantenendo la promessa fatta ai cittadini. E lunedì mattina andremo in Corte di Cassazione a depositare il quesito referendario, in questo modo sarà possibile far esprimere gli italiani già in primavera». Lo annuncia il senatore della Lega, Roberto Calderoli. «Facciamo decidere i cittadini, decidano loro democraticamente se vogliono una legge elettorale chiara – spiega il vicepresidente del Senato – in cui chi vince va a governare e chi perde va all’opposizione, senza giochini di palazzo per creare maggioranze diverse da quelle espresse dalle urne». E subito dopo anche il Consiglio regionale della Lombardia ha votato sì. Il tema del referendum pro-maggioritario è al centro del dibattito nel centrodestra con Berlusconi che lascia libertà di voto e Giorgia Meloni che annuncia un ordine del giorno.

Referendum, Berlusconi dà libertà di voto

Ieri la direttiva da Arcore era l’astensione. Oggi, la linea politica di Forza Italia è cambiata: sul referendum pro maggioritario proposto da Matteo Salvini con l’ok di almeno cinque Regioni Silvio Berlusconi dà come indicazione al partito (quindi, ai consiglieri regionali azzurri) la libertà di voto. Il cambio di strategia, raccontano all’Adnkronos, sarebbe legato al forte malumore della Lega sulla scelta di astenersi presa in un primo momento dall’alleato forzista. Il Cav, però, “condiziona” la libertà di voto all’approvazione contestuale, in caso di voto favorevole al referendum, di un ordine del giorno in ogni Consiglio regionale che impegna la coalizione a presentare in tempi rapidi in tutte le regioni governate dal centrodestra una proposta di legge riforma elettorale che preveda, insieme al maggioritario, anche una quota proporzionale e un premio di maggioranza per garantire la governabilità.

La decisione di concedere libertà di voto è arrivata via whatsapp, intorno a mezzogiorno: è stato il deputato Sestino Giacomoni, fedelissimo del Cav, a informare i coordinatori regionali. «Nel ribadire le perplessità dal punto di vista tecnico sul referendum – scrive Giacomoni – il coordinamento nazionale, d’intesa con il presidente Berlusconi, ribadendo che l’astensione sarebbe la scelta migliore, ha deciso di lasciare libertà di voto, purché, nel caso di voto favorevole, contestualmente la maggioranza faccia approvare un odg in Consiglio regionale, con l’impegno a formulare, in tempi brevi, una proposta di legge di riforma del sistema elettorale, presentata da tutte le regioni governate dal centro destra, che preveda, insieme al maggioritario, una quota di proporzionale e un premio di maggioranza per garantire la governabilità».

Meloni: «Sì alla proposta di referendum»

«Fratelli d’Italia – dice dal canto suo Giorgia Meloni –  mentre conferma il proprio voto favorevole alla proposta di referendum abrogativo che vuole contrastare l’ipotesi di modifica in senso integralmente proporzionale della legge elettorale in vigore, ha predisposto e sta presentando nei Consigli regionali, un ordine del giorno che impegni le Regioni a presentare due proposte di legge al Parlamento». La prima «sulla modifica della legge elettorale che preveda almeno una quota di eletti con il maggioritario e il premio di maggioranza in modo che emerga subito un vincitore espresso dalla volontà popolare in grado di formare un governo; la seconda per introdurre in Costituzione l’elezione diretta del Presidente della Repubblica. Si tratta – conclude la presidente di Fratelli d’Italia – di battaglie storiche della destra che erano nel programma comune della coalizione di centrodestra, utili a ribadire che le leggi elettorali si fanno nell’interesse degli italiani e non dei partiti e sulle quali FdI intende sollecitare il Parlamento».

 

Commenti

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  • Lorenza Ceccaroni 26 Settembre 2019

    Spero che anche la regione Emilia Romagna si esprima a favore come ha fatto pionieristicamente il veneto.
    L elezione diretta del presidente della repubblica e’ conditio sine qua non …. infatti abbiamo ben visto dove ci ha portato il faziosissimo mattarella…

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