Reddito di cittadinanza all’ex br. Il nipote dell’agente ucciso: «Vergognatevi»

30 Set 2019 10:04 - di Redazione

«Stiamo veramente cadendo nel ridicolo». È amareggiato Potito Perruggini, nipote dell’agente di polizia Giuseppe Ciotta assassinato nel 1977 dai terroristi rossi e presidente dell’osservatorio nazionale per la Verità storica “Anni di piombo”. Commenta all’Adnkronos la notizia diffusa da La Verità sul reddito di cittadinanza percepito da qualche settimana da Federica Saraceni, ex terrorista delle Br.

Condannata a 21 anni e sei mesi per l’omicidio del giuslavorista Massimo D’Antona, Federica Saraceni dal 2005 è ai domiciliari e dallo scorso agosto riceve il reddito di cittadinanza, un assegno da 623 euro, nonostante tra i requisiti per ottenerlo ci sia quello di non essere sottoposti a “misura cautelare personale”.

«Se non controlliamo attentamente questi cosiddetti ex terroristi (che per noi familiari non sono mai “ex” ma rimangono tali perché hanno ammazzato e i nostri morti non saranno mai “ex morti”), corriamo il rischio di vedere la Saraceni incassare anche la pensione di reversibilità del padre, l’ex parlamentare Luigi Saraceni», continua Perruggini.

«Del resto, questo è solo uno dei tanti episodi che ci portano a riflettere sull’argomento. Non è il primo caso, ne hanno scoperto un altro a Torino», aggiunge Perruggini. «Ci sono terroristi come Enrico Galmozzi, il killer di mio zio, che vive libero e con la libertà di minacciare attraverso Facebook. Ne parla Panorama in edicola questa settimana».

«Questi si sono presi gioco degli italiani e continuano a farlo – conclude il presidente dell’osservatorio “Anni di piombo” – sulla pelle delle vittime e dei loro familiari che hanno pagato senza mai conoscere un briciolo di verità storica, che nella maggior parte dei casi è diversa da quella giudiziaria».

«Vergognoso, vergognoso! Non c’è altro da dire». Con queste parole all’Adnkronos Adriano Sabbadin, figlio di Lino, il macellaio di Santa Maria di Sala, a Venezia, ucciso a colpi d’arma da fuoco nella sua macelleria il 16 febbraio 1979 da Cesare Battisti e Diego Giacomin, commenta la notizia del reddito di cittadinanza che verrebbe percepito da alcuni ex brigatisti. «Sono senza parole – aggiunge Sabbadin – vergognoso, scandaloso che queste persone percepiscano il reddito di cittadinanza dopo gli atti commessi e il dolore arrecato. In realtà questa cosa non meriterebbe alcun commento. Io certo no posso fare nulla….ma altri sì».

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