Primo giorno da ministro, prima bugia: la Catalfo è una grillina da record

mercoledì 11 settembre 14:28 - di Valerio Falerni

Primo giorno da ministro, prima bugia. Nunzia Catalfo, neo-titolare in quota Cinquestelle della delega al Lavoro, rischia di battere tutti i record della peggiore Casta al governo. Tutta colpa di un’ardita intervista al Messaggero  a firma di Simone Canettieri, in cui il nuovo ministro – udite udite! – ha riabilitato il Jobs Act («non si può dire che sia tutto sbagliato»), la riforma del mercato del lavoro fatta dal Pd e tanto indigesta al MoVimento da far dire a Luigi Di Maio che «Renzi è un assassino politico». Era esattamente una fa, ma sembra passato un secolo. Un vero contrordine, quello del ministro. Che davvero non ha nulla da invidiare a quelli cui erano abituati i trinariciuti comunisti disegnati dalla matita dell’indimenticato Guareschi.

La Catalfo al “Messaggero”: «Il Jobs Act non è da buttare»

Ma forse l’inversione a “u” è stata troppo repentina e probabilmente ai piani alti del M5S qualcuno non dev’aver gradito se in mattinata l’ufficio stampa del ministro ha sentito il bisogno di smentire il giornale edito dal gruppo Caltagirone, ricevendone a sua volta un contro-smentita alla velocità della luce. Non potendo negare il colloquio tra la Catalfo, che tra l’altro ha minacciato di passare a vie legali, e Canettieri, lo staff ministeriale lo ha derubricato ad una sorta di conversazione “rubata” nell’ascensore del Senato. Un agguato, insomma, privo del rituale format a base di domande e risposte che connota un’intervista. «Questo modo di fare giornalismo non serve ad informare», sottolinea la nota ministeriale.

Il giornale smentisce la smentita: «Tutto documentato»

Ma è una ricostruzione respinta in pieno dal giornale che in un comunicato conferma «integralmente l’intervista» alla Cataldo compresi «i virgolettati a lei attribuiti». Inoltre, «fino alla tarda serata di ieri prosegue la nota – ,il portavoce e lo staff del ministro, con messaggi e telefonate che ci riserviamo di pubblicare, hanno chiesto di poter rileggere il testo dell’intervista, rammaricandosi di aver preso impegni con altre testate. Dunque, negare il giorno dopo l’intervista è un falso facilmente smentibile e dimostrabile». Significa che il ministro Catalfo ha mentito. Non dovrebbe restare al suo posto. Beppe Grillo, se ci sei batti un colpo!

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