Patrizia Mirigliani: «A Miss Italia, oltre alla bellezza, si guarda l’anima»

mercoledì 4 settembre 12:25 - di Salvatore Bucolo

Riceviamo da Salvatore Bucolo e volentieri pubblichiamo:

Caro direttore,

Patrizia Mirigliani, all’anagrafe Eugenia Patrizia Mirigliani, è la figlia dello storico patron di Miss Italia Enzo Mirigliani, ha affiancato il padre nell’organizzazione del concorso di bellezza a partire dal 1989. Patrizia Mirigliani ha introdotto nel Concorso innovazioni importanti, tese alla valorizzazione della donna. Ha fortemente voluto che le finali su Raiuno fossero condotte da un personaggio femminile, desiderio realizzatosi nell’edizione 2009 con la conduzione di Milly Carlucci, rimasta al timone del programma televisivo anche l’anno successivo. Si deve a Patrizia Mirigliani la nascita nel 2009 di Miss Italia Channel, la tv sul sito web del concorso per il quale l’anno dopo è stato realizzato l’originale format di My Fair Miss, che racconta il percorso formativo della reginetta durante l’intero anno da Miss. Alla fine del 2012 ha reso omaggio alla memoria del padre Enzo Mirigliani in un docufilm presentato nell’ambito del Festival Internazionale del Film di Roma.

Cos’è Miss Italia per Patrizia Mirigliani?
È un grande osservatorio sul mondo femminile che racconta il costume del nostro Paese, il primo grande talent della televisione italiana. Dopo 80 anni, continuiamo a realizzare sogni. Abbiamo guidato per mano, attraverso quasi tutto il Novecento – e lo facciamo tuttora – migliaia e migliaia di giovani donne, forti delle loro speranze, partecipando alle loro gioie per i traguardi raggiunti. Siamo orgogliosi di appartenere a questa storia e di aver contribuito a creare emozioni, a realizzare sogni. Il nostro Paese ha vissuto e vive tempi difficili, spesso pressato da problemi che hanno riguardato tutti – anche noi – ma sono convinta che Miss Italia e i valori della vera bellezza riescano a portare alla gente momenti di serenità. Qui si raccoglie tanta parte di ciò che di bello il nostro Paese si sforza di raggiungere: le ragazze offrono testimonianze di studio, di lavoro, di preparazione, di impegno nel volontariato che davvero sono incoraggianti per la nostra società.

Chi era Enzo Mirigliani?
Si arruola non ancora diciottenne e lascia la Calabria. Va in guerra in Africa, torna e crea una linea di moda, poi passa al ‘suo’ lavoro tra le miss, prima agente nel Trentino Alto Adige, poi come patron al 1959. Ma è soprattutto mio padre. Ci siamo scontrati ma anche tanto amati. Quegli occhi azzurri continuano ancora oggi che non c’è più a guidare ogni mia azione.

Cos’è per lei la bellezza?
So per certo che non è una colpa. Purtroppo, nel nostro Paese si fa ancora fatica ad accettare che una donna bella possa essere anche intelligente. Non è giusto che una donna dall’estetica gradevole debba lavorare il doppio rispetto ad un uomo per dimostrare di essere altrettanto brava e capace. Siamo ben consapevoli che le ragazze italiane oltre alla bellezza, possiedono anche altre doti. Ed è proprio questo connubio che il Concorso premia ogni anno da 80 anni ormai.

Dietro la bellezza vi è un’anima?
Non una ma tante. E diverse. Sono queste che concorrono all’unicità della bellezza.

Da un concorso come Miss Italia possono passare messaggi importanti per il mondo femminile?
Il fil rouge della bellezza è servito negli anni per lanciare messaggi importanti sui temi sociali, promuovendo esempi positivi. Siamo sempre in prima linea per scardinare gli stereotipi, diffondere messaggi di inclusione e difendere la libertà delle donne. Abbiamo condotto battaglie contro l’anoressia, la violenza di genere, a favore dello sdoganamento delle curvy, per la prevenzione dei tumori contribuendo ad inaugurare una nuova era di Miss Italia. L’ultimo è quello di Chiara Bordi, la finalista dello scorso anno con la protesi alla gamba, nominata Alfiere della Repubblica dal presidente Mattarella. Un riconoscimento importante che premia, da una parte, il messaggio che Chiara ha voluto dare ai suoi coetanei e dall’altra, mette in risalto gli obiettivi che il concorso si è posto sotto l’aspetto sociale.

Crede in una vita oltre la morte?
Dobbiamo crederci per dare un senso alla nostra esistenza qui sulla Terra. Ho perso entrambi i miei genitori ma li sento sempre vicini, ogni giorno, e so che li ritroverò dall’altra parte.

Che contributo ha dato Fabrizio Frizzi a Miss Italia?
Ha reso il programma televisivo a misura di tutti. È stato il fratellone delle nostre miss, da sempre considerato da mio padre come un figlio. Il binomio Frizzi – Miss Italia non si è mai interrotto, anche dopo avere condotto l’ultima edizione nel 2011. Perché quel garbo, quella gentilezza e giovialità sono rimaste anche dopo e hanno continuato a caratterizzare il Concorso negli anni, inaugurando un modo nuovo di fare televisione che di rado si ritrova oggi.

Chi è Dio per Patrizia Mirigliani?
Quando vedo la semplicità nelle persone, quando ammiro un paesaggio che la natura ci offre, quando incontro lo sguardo di un bambino curioso, il sorriso di un passante che mostra al mondo la sua serenità pur non avendo niente, la capacità di vivere la sofferenza, di non girarsi dall’altra parte, lì vedo Dio.

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