Nel Pd lite sull’immigrazione. Bordate di Orfini contro “il presunto statista” Conte

lunedì 2 settembre 11:45 - di Andrea Giorni
ius soli

Si illudono. Il governo Conte bis non parte per una passeggiata di salute. E lo stesso confronto interno al Pd divampa sempre più verso il conflitto aperto. Ora conterà meno rispetto al passato ma è significativa la presa di posizione di Matteo Orfini, deputato ed ex presidente del partito. Appena Conte come “presunto statista” e attacca sull’immigrazione.

“Si discute solo dei vicepremier di Conte…”

”Da giorni chiedo al presunto statista Conte di mostrare discontinuità sul tema migranti, ora per disperazione mi trovo obbligato a rivolgermi al segretario Pd Zingaretti e ai capigruppo, Marcucci e Delrio, che stanno trattando sul governo. Sui nomi l’ipotesi è già tramontata, almeno sui contenuti dovremmo pretenderla”. È quanto afferma Matteo Orfini, deputato Pd, in una intervista a “La Stampa”. ”Non è questione di un tweet – aggiunge – se stiamo facendo questa trattativa per superare le politiche oscene di Salvini, io avrei detto: prima di tutto, fateli sbarcare. Invece stiamo qui a parlare del numero dei vicepremier. Per il mio partito conta più il numero di chi va al governo del numero di esseri umani sequestrati”, continua.

Vogliamo lo ius soli

”Si smetta di fare la guerra alle Ong. Si metta mano agli accordi con la Libia. Si faccia una legge quadro sull’immigrazione che superi la Bossi-Fini. E magari, si faccia lo ius soli. Se nemmeno su questo siamo in grado di ottenere una radicale discontinuità, che ci andiamo a fare al governo?”, spiega Orfini, che conclude. Votargli la fiducia? ”Dipende da quello che fa il governo: tra il governo e il voto abbiamo scelto il male minore, ma sempre male è. Un conto è accettare Conte, un altro considerarlo uno statista, dopo 15 mesi in cui ha avallato tutte le scelte peggiori”.
Se il buongiorno si vede dal mattino, sono da prevedersi tempi bui per la scombinata squadra Pd-Cinquestelle. Ma loro insistono e trattano…

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