Morbillo, in Italia non sarà vinto prima del 2045. I genitori vanno vaccinati

mercoledì 4 settembre 9:22 - di Redazione

Bisogna apportare delle correzioni. E occorre farlo in breve tempo. Nel nostro Paese la vaccinazione anti-morbillo è prevista tra i 12 e i 15 mesi di età e solo di recente sono state introdotte nuove disposizioni mirate a coprire i bambini e i ragazzi che non risultano ancora vaccinati al momento del loro ingresso all’asilo o a scuola. Negli ultimi anni però – si legge sul sito della Fondazione Kessler – il morbillo non si è limitato a colpire solo i più giovani. Ad ammalarsi sono spesso anche gli adulti sopra i 20 anni tanto che l’età media di chi contrae il morbillo è di 27 anni.

Va sottolineato che in Europa il ritorno in forza del morbillo è pericoloso, con quasi 90mila casi registrati dall’inizio del 2019, più del doppio rispetto all’anno precedente, e 37 morti. A lanciare una nuova allerta è stata l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) nel suo ultimo rapporto che passa al setaccio la situazione epidemiologica in 48 Paesi europei e chiede ai governi di «intensificare le campagne di vaccinazione».

In Italia con le leggi attualmente in vigore sulla vaccinazione dei bambini il morbillo non sarà eliminato prima del 2045. Se invece si vaccinassero anche gli adulti che non hanno mai contratto il morbillo, si potrebbe sconfiggere la malattia in tempi più rapidi, anche fino a 15 anni prima. È quanto emerge da uno studio a cui hanno lavorato i ricercatori della Fondazione Bruno Kessler (Fbk) di Trento, dell’Università Bocconi di Milano e della

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