Miracolo al ministero della Salute: per il Pd il grillino Sileri torna immacolato

venerdì 13 settembre 14:05 - di Federica Parbuoni

Contrordine compagni: Pierpaolo Sileri è personalità a esclusivo servizio delle istituzioni, sulla cui etica professionale non esistono dubbi. Appena promosso viceministro alla Salute da presidente della Commissione sanità che era, il senatore M5S ha incassato le attestazioni di stima dell’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato. Una conferma del clima di ritrovata perfetta armonia tra M5S e Pd: D’Amato, fedelissimo di Zingaretti, appena sei mesi fa, invitava il dottor Sileri a «capire un po’ la sua etica professionale in cosa consista».

Gli esposti contro Sileri

Il fatto è che Sileri è finito al centro di un tipico caso in cui uno vale uno, ma qualcuno sembra poter capitalizzare per due. A ricordare oggi di cosa si trattasse è stato il consigliere regionale del Lazio, Antonello Aurigemma. «Evidentemente al governo non interessa il fatto che Sileri abbia operato sia come dipendente di una struttura pubblica, il policlinico Tor Vergata, sia per una struttura privata accreditata alla Regione Lazio come Villa Claudia», è stato il commento di Aurigemma alla promozione del chirurgo a ministro. «Per l’esecutivo guidato da Giuseppe Conte non è una causa di incompatibilità con il ruolo che è stato chiamato a svolgere», ha proseguito l’ex azzurro, che in passato aveva «sollevato la questione chiedendo una verifica alla Regione Lazio e, successivamente, con un esposto-denuncia alla procura di Roma, all’Anac e alla Corte dei Conti». «Chiedevo di verificare e accertare se sia normale che un dipendente di una struttura pubblica possa prestare la propria opera anche in una struttura privata accreditata alla Regione Lazio. Evidentemente – ha concluso Aurigemma – per il governo questa non è considerata una circostanza ostativa».

Quando Sileri e il Pd se le davano di santa ragione

L’affaire del doppio lavoro non era stata presa benissimo nemmeno da D’Amato, che dall’alto del suo incarico istituzionale di assessore competente aveva tuonato contro il presidente grillo della Commissione sanità: «Vi invito ad andare sul sito dottori.it e potrete vedere che questo che è attualmente presidente della commissione al Senato ha anche un doppio lavoro perché fa attività in strutture private accreditate della Regione Lazio con visite a 150 euro – e queste sono cose che dico formalmente basta andare sui siti – ed è anche un dipendente di Tor Vergata…». Dunque, D’Amato rinfacciava a Sileri non due, ma tre poltrone: le due da medico e quella da senatore presidente di Commissione. Allora, però, a fare da cornice ai rapporti tra i due c’erano gli scontri tra M5S e Pd, con l’aggravante che Sileri si era permesso di attaccare Zingaretti«Non riesce a governare la Regione, fare il commissario ad acta e correre anche per le primarie del Pd», aveva detto allora il grillino all’indirizzo dell’attuale alleato. Ma oggi che si va a braccetto insieme a Palazzo Chigi, per fortuna, è tutto risolto. «In bocca al lupo e buon lavoro a Pierpaolo Sileri, penso che possa far bene, è un medico e conosce la materia», si è affrettato a far sapere D’Amato, sottolineando che «quei rilievi di incompatibilità si sono chiariti dal punto di vista documentale e il problema è stato risolto».

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