Migranti, l’accordo di Malta è solo fuffa. La rotazione dei porti resta immaginaria

lunedì 23 Settembre 18:22 - di Redazione
Luciana Lamorgese parla di migranti

Il governo se lo rivende subito come un risultato storico ma cosa è accaduto davvero oggi a Malta? Quale sarebbe l’accordo trovato tra Italia, Francia, Germania e Malta che lascerà il nostro Paese meno solo nell’accoglienza?

Il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese si è dichiarata molto soddisfatta e ha chiarito che si tratta di una bozza di accordo, la quale riguarda “gli sbarchi delle Ong o di altre navi”, come quelle militari e della Guardia costiera, “non i barchini che arrivano sulle nostre coste”. Quelli che sbarcano in Italia con questi sistemi dovremo in pratica tenerceli. Così come i migranti economici che sono, ricorda Isabella Rauti, l’80 per cento. La bozza di accordo prevede solo la redistribuzione, sempre se sarà definitivamente approvata, dei rifugiati.

“Sono stati raggiunti risultati concreti – ha aggiunto Lamorgese – in quanto si parla del principio di rotazione su base volontaria dei porti. L’accordo verrà portato in Europa i primi di ottobre, speriamo in una condivisione sempre maggiore da pare degli altri Stati”. Appunto, su base volontaria, esattamente come accadeva fino a ieri.

In teoria “con questa bozza di accordo, ogni Stato avrà la sua quota di migranti” e farà i colloqui e le verifiche sui requisiti per ottenere lo status. “Laddove viene riconosciuto che sono aventi titolo al riconoscimento, tutto a posto. Laddove invece non vengono riconosciuti i requisiti sarà lo Stato ricevente, cioè lo Stato che fa le interviste, che poi provvederà al rimpatrio. Nel momento in cui dall’Italia verranno mandati agli altri paesi non ce lo avremo più nel nostro database, ognuno avrà la sua ripartizione: quelli che partiranno da qua e andranno negli altri paesi saranno a carico degli altri paesi”, ha spiegato Lamorgese.

Ma come funzionerà il principio delle quote? Anche su questo argomento nulla è definito. Il ministro ammette infatti che la “distribuzione dei migranti su base obbligatoria” avverrà con percentuali che saranno stabilite a seconda del numero dei Paesi Ue che aderiranno all’accordo. Altro punto importante dell’accordo, prosegue il ministro dell’Interno, è quello dei “tempi molto rapidi” per i ricollocamenti. Lamorgese spiega che “entro quattro settimane” i migranti richiedenti asilo verranno ricollocati negli altri Paesi che aderiranno all’accordo che si faranno carico delle varie procedure e degli “eventuali rimpatri”.

Tutto si capirà meglio quando la bozza di accordo verrà presentata al vertice dei ministri dell’Interno dell’Unione Europea il 7 e l’8 ottobre in Lussemburgo.

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • 24 Settembre 2019

    Un successo il vertice di Malta?

    Il premier Conte e il ministro dell’interno Lamorgese, si dichiarano soddisfatti per l’esito del vertice di Malta sui migranti.
    Ma certe dichiarazioni, se ben esaminate, sembrano più uno spot pubblicitario per aumentare il consenso verso il nuovo governo, che vera sostanza.
    Infatti, se si analizzano i contenuti degli articoli su questo argomento, riportati dalle varie testate e di vario orientamento politico, è normale che nasca qualche dubbio.
    Su Libero si fa riferimento alla rotazione (in che modo?)e ad un accordo volontario; ma se si rifiuta per un qualsiasi motivo? Il Mattino riporta che non esiste ancora un’intesa sulle sanzioni in caso di diniego, mentre il ministro dell’interno sostiene che non siamo più soli. L’ottimismo, evidentemente, rientra nella sua natura.
    Italia e Malta sarebbero in accordo con Francia, Germania e Finlandia per la redistribuzione automatica dei richiedenti asilo; si punta (La Repubblica, forse sarebbe meglio scrivere si spera) di allargare anche ad altri paesi; vale solo per i soccorsi in mare, non per chi sbarca sulla costa. Conte: saremo rigorosi con le Ong (La Repubblica).
    Conte (La Stampa), dando la sensazione di mettersi contro le ONG, avrebbe affermato che la legge vale anche per loro; su Il Fatto Quotidiano, appare ancora più esplicito: ”le Ong siano più trasparenti, i salvataggi non competono a loro”. Bene! Allora se le Ong non sono legittimate al salvataggio, quelli che sbarcano dalle loro navi, a ragion di logica, quindi illegalmente, sono diversi da coloro che arrivano in modo autonomo?
    I primi, forse, saranno redistribuiti, mentre i secondi, che sembrano essere anche in aumento, ce li dobbiamo tenere?
    Conte, avrebbe affermato (Il Giornale), forse con l’intento di differenziarsi dalla politica di Salvini, che provocare era inutile.
    Onestamente, Il Messaggero titola: “Intesa a metà”, mentre Il Gazzettino cita:” tutti i buchi dell’intesa e restano i nodi dei barchini fantasma”.
    Secondo Il Secolo d’Italia, l’accordo è, attualmente, una “foffa”, dal momento che se ne dovrà ancora discutere ai primi di ottobre in Lussemburgo e la rotazione dei porti, immaginaria. Inoltre, riguarderebbe solo i cosiddetti rifugiati e non i migranti economici che sono la grande maggioranza.
    Ma la perla finale è riportata da Il Dubbio, secondo il quale Di Maio, neo ministro degli esteri, che ha fortemente voluto questo nuovo governo con il PD, avrebbe affermato che questa non è la soluzione. Anzi, (La Repubblica) afferma di stare attenti a non provocare un’ondata di partenze.
    A mio modesto parere, c’è ben poco da essere ottimisti e sembra che a regnare sovrana sia la confusione, anche mentale, dei nostri attuali governanti.

    Cesare Brugiapaglia – Ferrara

  • Matteo 24 Settembre 2019

    Giova ricordare che gli sbarchi da “barchini privati” avvenivano anche durante il primo governo Conte, esattamente con la stessa frequenza attuale, solo che al governo conveniva tacerne per far sembrare efficace l’operato del ministro dell’interno. E’ anche utile evidenziare che mentre prima il problema sembravano essere solo gli arrivi con le navi delle ONG o della guardiacostiera italiana (il 20% degli arrivi), solo ora ci si accorge anche degli altri, molto più numerosi. Fa anche sorridere lo sciocco tentativo di sminuire gli accordi sugli arrivi con natanti delle ONG che ora sono stati raggiunti in pochissimo tempo, mentre prima si preferiva non risolvere il problema, per ingigantirlo e agire sadicamente su una manciata di disperati solo per prendere voti.
    Un atteggiamento da pusillanimi.

  • Sabatangelo 24 Settembre 2019

    Questo mi ricorda la favola dei pifferai di montagna ” Andarono per suonare ma furono suonati “.

  • maurizio pinna 23 Settembre 2019

    La Storia per chi la sa apprezzare e non la manipola è maestra di vita, purtroppo la sinistra, ma direi anche la chiesa, in gran parte, hanno deciso di negarla. L’ impero romano declinò con le migrazioni, che per la dabbenaggine di alcuni divennero vere e proprie ARMI DI MIGRAZIONE DI MASSA. Fecero un po’ come vuole fare ora la sinistra: importare persone, dar loro dei benefits e farne dei mercenari politici, poi i mercenari riescono a sovrastare i residenti e dettano le loro condizioni. Roma scomparve così, perché l’accoglienza ragionata è una colossale fesseria e perché l’Italia non è un immenso oratorio dove con un bel discorsetto sull’amore per il prossimo tutto va a posto automaticamente.

  • giorgio 23 Settembre 2019

    e le sanzioni per chi ritiuta??????????? cioe’ per i Paesi di Visegrad, Ungheria-Polonia-Rep.Ceca-Rep.Slovacca, ma non solo, anche Austria, olanda, Belgio, Danimarca?????? ei migranti economici che sono piu’ dell’80%?????? pare tutta una panzana.

  • Sandro Cecconi 23 Settembre 2019

    E questi vorrebbero che gli italiani possano credere a simili scemenze? Ma per piacere!

    Game over.