L’elemosiniere del Papa non ha pagato neanche una bolletta per gli occupanti dello stabile di Roma

25 Set 2019 14:24 - di Redazione

A maggio il suo gesto aveva fatto discutere e aveva sollevato infinite polemiche: parliamo dell’elemosiniere del Papa cardinal Konrad Krajewski che aveva riallacciato il contatore agli abusivi di uno stabile in via santa Croce in Gerusalemme occupato da Action.

Si parlò all’epoca di iniziativa caritatevole e di disobbedienza civile in favore di bambini e persone malate. L’allora ministro degli Interni Matteo Salvini fu il capofila del fronte critico verso l’elemosiniere pontificio: “Abbiamo visto anche oggi che qualcuno è andato in un palazzo occupato a Roma a riattaccare la corrente elettrica perché c’era un debito da 300mila euro . Qualcuno che arrivava dal Vaticano, ognuno è libero di fare ciò che vuole, ma io mi aspetto che dopo avere riattaccato la corrente elettrica questo qualcuno paghi i 300mila euro di arretrati”.

“Da questo momento, da quando è stato riattaccato il contatore, pago io, non c’è problema. Anzi, pagherò anche le sue, di bollette”, aveva risposto il cardinale Krajewski, in un’intervista al Corriere della sera. Invece la luce continua a non essere pagata in quel palazzo occupato e il cardinale, intervistato da un’inviata di Stasera Italia, ha dichiarato di non avere mai promesso che avrebbe pagato le bollette. E non solo si è rimangiato tutto, ma ha anche risposto ironico: “Chiedete a Salvini, sulle bollette…”. A microfoni spenti ha poi spiegato che non c’erano sigilli al contatore da lui riacceso e che nessuno lo ha convocato per il presunto reato commesso, quindi non c’è stato alcun reato. Non solo: nessuna nuova bolletta sarebbe arrivata dopo la sua iniziativa né la luce è stata staccata, questo perché altrimenti si sarebbe dovuta interrompere l’energia elettrica a tutti gli ottanta palazzi occupati a Roma determinando una situazione insostenibile dal punto di vista dell’ordine pubblico.

Tutto come da copione, dunque, alla faccia di chi si è stracciato le vesti in difesa del cardinale disobbediente. Anzi da qualche giorno ha ripreso l’attività anche la discoteca abusiva all’interno del palazzo. Si chiama Spin Time Lab e l’ingresso costa 5 euro. Non solo: Sabina Guzzanti sta girando un docufilm proprio là dentro. Un luogo che diverrà intoccabile, aureolato dall’attenzione della sinistra fucsia e dal Vaticano in salsa barricadera. Peccato per i residenti, e per le casse di Acea.

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  • Monia De Moniax 16 Dicembre 2019

    16.12.2019 Le “sardine” si sono rivelate: sono demoNIOcristiane, avendo scelto come “sede” il fabbricato occupato dove non si paga la corrente elettrica e quindi neanche il pizzo canone Rai. Di conseguenza anche Noi, vessati dai cravattari bollettari facciamo I PESCI VIVI IN BARILE JACUZZI e smettiamo di pagare il pizzo bolletta. Il riattacco ce lo facciamo da soli, che siamo tantissimi: in ordine alfabetico: elettricisti, idraulici, ingegneri, meccanici.

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