La scolaresca giura a Palazzo Chigi. Come andare al governo senza vincere le elezioni (video)

giovedì 5 settembre 11:41 - di Anna Clemente

L’attenzione agli outfit delle signore, la foto di rito, i sorrisi. Tutto si è svolto come di consueto durante la cerimonia al Quirinale per il giuramento del Conte bis, segnata però da un particolare entusiasmo da parte di alcuni ministri. Incontenibile, per esempio, la gioia di Luigi Di Maio, il quale deve aver rischiato il crampo alla mascella: un sorriso così aperto e così prolungato sul viso di qualcuno non lo si vedeva dai tempi del Jocker di Jack Nicholson. Durante il giuramente, poi, il leader grillino quasi si è commosso ed è tornato al posto con la stessa aria e la stessa postura di chi ha appena fatto la Prima comunione. E, d’altra parte, come dargli torto: nessuno più di lui se l’è vista brutta e nessuno più di lui ha di che essere contento dell’esito finale della crisi. Vuoi mettere tornare al Quirinale, invece che sugli spalti del San Paolo? 

Non sono stati da meno altri due ministri pentastellati, Sergio Costa e Alfonso Bonafede, che pure sono stati colpiti da una certa incontinenza dei gesti. Il primo, confermato all’Ambiente, al momento di giurare davanti a Sergio Mattarella, si è messo sull’attenti e ha battuto i tacchi. E non è chiaro se sia andato in confusione pensando di essere stato spostato alla Difesa, al posto della estromessa Trenta, o se abbia voluto confermare di essere un soldato pronto a tutto per la poltrona. Il secondo, confermato Guardasigilli, si è messo la mano sul cuore. E il sospetto è che, forse dopo l’endorsement di Donald Trump a «Giuseppi Conte», abbia deciso di prepararsi alla nuova fase facendo abbuffate di telefilm americani, dove la mano sul cuore è un grande must.

E se Conte ha indossato il solito sorriso volpino, sebbene un po’ più aperto del solito, grande gioia è stata dimostrata anche dai neoministri Pd, i “big” Lorenzo Guerini e Dario Franceschini in primis. Pure loro del Pd, del resto, come Di Maio e i cinquestelle hanno di che gioire: per l’ennesima volta si ritrovano al governo pur avendo perso le elezioni. E forse, dopo il Quirinale, farebbero bene a fare una tappa in Chiesa: un cero alla Madonna, certe volte, val più di un rosario in piazza. AA

Il giuramento di Di Maio

La mano sul cuore di Bonafede

L’entusiasmo incontenibile di Cinquestelle e big Pd

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

In evidenza

contatore di accessi