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La lotta al contante: il governo giallorosso vuole farla a colpi di bonus e sanzioni

La lotta al contante: il governo giallorosso vuole farla a colpi di bonus e sanzioni

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  1. Pensionato. ha detto:

    In merito al mio commento precedente, laddove scrivo: “grazie ai ladri le banche sono necessarie”, intendo propriamente e specificatamente intendere che, se non esistessero i ladri, visti i bassi interessi, peraltro preannunciati in alcuni casi, per il futuro, a rischio di essere dati “in negativo” e, visto il rischio di bail in (per i fortunati che superino i 100.000 euro a correntista, bail in che, purtroppo, ha sostituito la prevista inattuata separazione tra “banche” e banche d’affari”), probabilmente mi converrebbe tenere i soldi in casa; proprio l’eventuale esibizione, a richiesta delle Autorità interessate al controllo della lecita provenienza dei soldi, della ricevuta di ritiro dei soldi dalla banca costituisce la prova di lecita provenienza di soldi già lecitamente provenienti da stipendio o pensione e già, come salvo errori per legge, obbligatoriamente accreditati sul conto corrente e poi ritirati e detenuti a casa, cosa non vietata da nessuna legge.
    Se non esistesse il rischio,come già detto, ladri…
    Quindi si potrebbe, forse, enunciare l’equazione che “i ladri sono funzionali alle banche” essendo ormai, per quel che mi riguarda, l’esistenza e il rischio costituito dai ladri l’unico motivo che mi costringe a non portare a casa i miei soldi…
    P. S.chiedo scusa per una eventuale ripetizione del commento: ho avuto problemi con l’invio.

  2. Pensionato ha detto:

    Salvo errori il Governo Monti ha reso obbligatorio il conto corrente per chiunque debba accreditare stipendio o pensione. Quindi, a parte considerazioni sul rischio di tenere, legittimamente, in casa o dove si voglia, legittimi soldi lecitamente guadagnati e documentati, non mi risulta possibile evitare il conto corrente; grazie ai ladri le banche sono necessarie.
    E ben lo hanno capito, salvo errori, gli impiegati alla cassa di alcune banche che, ultimamente, sembrano essere sempre più “aggressivi” e “non estremamente gentili”. Io mi sono sentito dare dell’ “evasore fiscale”, dopo un breve scambio di battute sulle attuali norme in tema di uso dei contanti, da un addetto cassa, mentre prelevavo i MIEI soldi dal MIO conto corrente, in contanti, invece che con altri mezzi che l’addetto mi spiegava potessi usare in alternativa al denaro emesso dallo Stato e, comunque, denaro MIO e di MIA MOGLIE, regolarmente proveniente da pensioni da ex lavoro e, regolarmente, speso in contanti (purtroppo, anche volendo – e non voglio -, non sono abbastanza fondi per spenderne di più) nei limiti attualmente previsti per legge, ovvero 2.999 euro a transazione.
    Perché, se l’addetto ritenesse io fossi un evasore, non si è assunto la responsabilità di intraprendere l’iter per segnalarmi all’Agenzia delle entrate come suo dovere? Solo perché la sua accusa era assurda e basata, forse, solo su un odio instillato, in un “divide et impera”, per mettere tutti contro tutti (soprattutto giovani contro anziani che si sono guadagnati uno stato sociale e benessere finanziario relativamente migliore delle nuove generazioni). Ho invece segnalato io il suo operato al suo superiore.
    Mentre lui ha rischiato un possibile licenziamento o, comunque, delle sanzioni dall’Azienda per averla esposta ad una mia eventuale denuncia per diffamazione per avermi dato dell’evasore fiscale, Azienda che, salvo errori, Lui rappresenta; naturalmente ho deciso di non perdere tempo con chi mi è sembrato un “paladino di cause instillate dalle campagne” di alcuni media.
    Campagne mediatiche a colpi di alcuni talk shows che, posso sbagliare, ma mi sembra portino avanti un gattopardesco disegno per “cambiare tutto senza, in realtà, cambiare niente?”, rendendo la vita difficile ai più deboli e onesti (così imparano a farci sembrare “incivili” al resto dei Paesi che preferiscono usare i soldi “venduti” dai privati invece che battuti dalla Zecca di Stato?).
    A mio parere la “moneta elettronica”, da un punto di vista legale, vale come i “soldi del monopoli” e, quindi, ritengo che ci sia “l’obbligo” di accettare in pagamento solo la moneta battuta dalla Zecca di Stato, unica con valore legale.
    Gradirei un parere degli esperti di Bankitalia in merito al valore legale della moneta elettronica varia alternativa alla moneta battuta dallo Stato tramite la Zecca.
    Nel contempo tali solerti, quanto, ricevo l’impressione, posso sbagliare, poco capaci di analisi e argomentazione, addetti si stanno creando le basi per il licenziamento, in un momento in cui molte banche sembrano dichiarare un esubero di personale: a che serve un cassiere se nessuno più usa contanti?

  3. Giuseppe Casagrande ha detto:

    S-contanti. Una questione di principio!
    Leggo, e ascolto in Tv, che il Governo stia pensando ad un “meccanismo premiale” per chi usi oltre un certo livello di spesa, il bancomat e la carta di credito; si parla anche di “lotteria sugli scontrini fiscali”
    Prima considerazione: i “premi” saranno, immagino, pagati con soldi pubblici, ovvero nostri… Mi sembra “improprio” premiare con soldi, se pubblici, ovvero di tutti i contribuenti, chi decida di pagare in un modo piuttosto che in un altro: cosa che provocherà, inoltre, forse, disoccupazione fra i cassieri di banca?
    Seconda considerazione: se io decido legittimamente di voler usare i miei soldi in contanti perché lo ritengo più comodo e sicuro, non posso certo pagare più tasse, o vedermi ridotti gli introiti pubblici, quindi anche miei, rivenienti da una possibile fruttuosa lotta all’evasione fiscale.
    Terza considerazione: chi usa il contante non è un evasore, fino a prova contraria, ma solo uno che vuole disporre, perlomeno in uno Stato di diritto, come preferisce dei suoi soldi, “solo custoditi” in banca.
    Quarta considerazione: temo che, forse, l’evasione fiscale più corposa sia provocata da bilanci falsati di alcune grosse società.
    Quinta considerazione: in America, Paese libero e democratico dove gli evasori finiscono in carcere, non c’è limite all’uso del contante.
    Sesta considerazione: vogliono cambiare le abitudini degli italiani: io invece, in un Paese libero e democratico, “non desidero cambiare le mie abitudini” visto che i miei soldi provengono da pensione e sono perfettamente tracciati e legittimi e, quindi, nei limiti previsti attualmente per legge al tetto dei contanti, voglio disporre del mio denaro come desidero: non voglio moneta elettronica e non voglio pagare per questo, vedendo premiare con soldi pubblici, anche miei, chi decida liberamente di usare la moneta elettronica. In caso di diverso obbligo impostomi per legge ne terrò conto alle prime elezioni previste!
    Settima considerazione: se si abbasserà il tetto dei pagamenti in contanti, vuol dire che pagherò con assegni tracciabili o con bonifici; oppure limiterò le mie spese contribuendo, purtroppo, a creare recessione.
    Ottava considerazione: vorrei informare che prelevare contanti col bancomat corrisponde perfettamente a prelevare soldi per cassa: stessa tracciabilità “per come i sodi siano spesi”. Cambia solo che alle banche probabilmente, forse, serviranno meno cassieri (uguale disoccupazione?).
    Nona considerazione: che si voglia tornare al baratto, dopo la conquista della civiltà della moneta? O all’uso di perline e specchietti? Se giova, a chi giova “la privativa” della moneta elettronica? Si chiuderà la Zecca d’Italia? Perché stampare moneta se non si può usare? Stamperanno solo monetine da un euro?
    La parola ai costituzionalisti.

di Redazione - 17 Settembre 2019

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