Inaccettabile Travaglio, Salvini? «Scolaro somaro che rutta in faccia alle istituzioni» (Video)

mercoledì 11 settembre 14:15 - di Redazione

C’è chi gli dà della faccia tosta. Si potrebbe anche aggiungere che oltre che tosta, Travaglio ne ha una per tutte le stagioni. E così, dopo aver tirato la volata al governo giallo-verde, nelle stesse ore in cui si votava la fiducia in Senato all’esecutivo dell’inciucio giallorosso, il direttore de Il Fatto Quotidiano, ospite di Lilli Gruber a Otto e mezzo, si sperticava in lodi e auspici per la nuova intesa – di segno opposto alla precedente – tra M5S e Pd. E tra un insulto a Salvini e una nuova etichetta da affibbiare al trasformista Conte, a favore di telecamera, non più tardi di ieri sera discettava sul «ritardo sorprendente» nell’alleanza, aggiungendo che «se fosse stata fatta un anno e mezzo fa avremmo risparmiato un sacco di guai»…

La faccia tosta di Travaglio

Dunque, Travaglio, ora si dichiara convinto che i grillini avrebbero dovuto già 18 mesi fa allearsi col Pd di Matteo Renzi: quel Matteo Renzi a cui non ha lesinato improperi, individuandolo e definendolo a suon di bordate inferte senza tregua, il nemico pubblico numero uno da sconfiggere. Di più: da annientare politicamente. Non solo: non pago dei paradossi fin qui inanellati, ha anche aggiunto a stretto giro che «elettorati e principi ispiratori sono un po’ meno distanti rispetto a quelli che univano M5s e Lega». Infine, con la stessa faccia tosta con cui ha difeso l’inciucio contraddicendo tutto quanto sostenuto a viva voce in tv e sul quotidiano che dirige, Travaglio trova anche il modo di insultare pesantemente Salvini, dandogli dello scolaro somaro», sostenitore di un populismo che non può essere perseguito – straparla Travaglio – «strillando e ruttando in faccia alle istituzioni».

Ecco l’intemerata di Travaglio

Per l’esattezza, Travaglio dixit: «Nella seduta ormai storica al Senato del 20 agosto, quando il professor Conte ha dato quella lezione allo scolaro somaro che aveva appena combinato quel patacrac, e da quanto accaduto ieri e oggi in Parlamento, vedo un nuovo bipolarismo profilarsi attorno a due figure, quella di Conte e quella di Salvini… Un bipolarismo tutto all’interno del mondo del populismo, un termine orrendo. Conte non è affatto il nuovo Monti, Conte è un populista. Sta cercando però di affermare un populismo possibile, che ottenga risultati, non strillando e ruttando in faccia a interlocutori e istituzioni», conclude Zelig-Travaglio la sua intemerata. Vedere (il video postato in basso) per credere.

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