Il partito islamico in Italia prende corpo. L’ultimo aiutino glielo dà la sinistra

lunedì 30 settembre 9:50 - di Francesca Musacchio

Un progetto che cova sotto la cenere da anni, soprattutto grazie ad alcuni convertiti italiani. Il partito islamico non è utopia, anzi, Rappresenta un percorso già intrapreso da alcuni esponenti dell’Islam italiano (supportati da famelici imam) che puntano ad avere una rappresentanza nel governo che possa lentamente diventare determinante. E parte della politica italiana sembra remare a favore di questo progetto attraverso lo ius soli o ius culturae, poco importa, il risultato sarebbe lo stesso. Se la sinistra italiana, dunque, spera di ampliare il proprio elettorato consegnando la cittadinanza agli immigrati rischia di ottenere un effetto boomerang.

Il partito islamico e lo ius culturae

Già nel 2017, quando si discuteva di legge elettorale (Rosatellum) e il governo portava avanti anche il progetto di ius soli (travestito da ius culturae), una certa parte dell’Islam italiano si fregava le mani. Conti alla mano, chi progettava (e ancora progetta) la creazione di un partito islamico, cantava vittoria. La cittadinanza concessa agli immigrati, infatti, avrebbe fatto lievitare, e di molto, la possibilità di avvalersi di un vastissimo bacino elettorale di fedeli dell’islam.

Sbarramento superabile

Il ragionamento era (ed è ancora oggi) il seguente: lo sbarramento al 3% sarebbe superabile perché ad oggi in Italia i musulmani aventi diritto al voto sono circa un milione (considerando anche i convertiti) Se dovesse passare la legge sulla cittadinanza, si potrebbe arrivare anche al doppio e quindi il traguardo del 3% potrebbe essere raggiungibile, se si aggiunge una fetta di simpatizzanti che voterebbero per l’Islam nelle istituzioni. Cifre che non sono di nostra invenzione, ma il frutto di un ragionamento fatto ai tempi del progetto da alcuni musulmani e diffuso tra chat e social media.

Alla ricerca di un leader

Alla fine il progetto non riuscì a vedere la luce. Lo ius culturae non arrivò all’approvazione e si andò al voto, sia pure con il Rosatellum. Ma la verità è che i tempi non erano ancora maturi. Nonostante da qualche parte nel mondo musulmano italiano si lavori per creare movimenti a carattere politico, non esiste ancora un leader in grado di prendere le redini di un simile progetto. Le divisioni all’interno dell’Islam italiano sono note, e vengono a galla anche nel caso in cui si dovesse formare un partito.

Ma ci sono i musulmani sovranisti…

Come contraltare al progetto di un partito islamico, infatti, si muovono altri musulmani convertiti (ma anche seconde generazioni di musulmani) che sostengono l’ideale del sovranismo. Prima di tutto, dicono, siamo italiani, e poi musulmani. Quindi non aspirano a creare un partito ma ambiscono a togliere dalle mani degli stranieri la gestione dell’Islam in Italia, magari affiancandosi a partiti di destra già esistenti.

Da dove possono arrivare i finanziamenti

Il gruppo sta oggi muovendo i primi passi ma la strada non sarà in discesa. Gli altri infatti, quelli che vorrebbero il partito islamico, possono contare sul finanziamento e sul sostegno di paesi come il Qatar. I nomi di chi lavora al progetto sono noti, come anche le loro aderenze con Stati che spingono verso l’islamizzazione dell’Occidente.

Il gioco della sinistra

La sinistra italiana fa il gioco di questo circuito. Attraverso la politica dei porti aperti e della cittadinanza facile per gli immigrati, spalanca le porte alla creazione di un movimento politico, probabilmente di stampo fondamentalista, che porterebbe avanti l’introduzione della sharia. L’ipotetica entrata nei palazzi istituzionali degli islamisti sarebbe una sciagura visto che, tra le altre cose, sono a favore del velo per le donne e della creazione della “no go zone” (come già verificatosi in Svezia e Belgio) e ambirebbero ad un sistema statale molto più vicino a quello di alcuni paesi arabi governati dalla legge islamica piuttosto che ai canoni occidentali.

Quella benedizione alle primavere arabe…

E l’Italia, in tutto questo, mantiene legami e rafforza i rapporti con paesi come il Qatar che, dichiaratamente, sostengono l’Islam politico. Mentre la sinistra ha osannato e benedetto le primavere arabe (che a dire il vero di primavera hanno avuto ben poco) il nostro paese apre le porte al partito islamico. Una contraddizione, soprattutto se si pensa che in Italia esistono migliaia di stranieri (bengalesi piuttosto che nigeriani, afghani e marocchini), che non hanno nessuna intenzione di integrarsi e vivere secondo le regole del paese che li ospita. Chi voterebbero queste persone se avessero la possibilità di recarsi alle urne? E che genere di governo (ipoteticamente) potrebbe nascere? Magari un esecutivo che annulli i diritti delle donne e consenta i matrimoni tra una 12enne e un uomo di 60 anni? Farneticazioni, può darsi. Intanto, gli immigrati aumentano e la sinistra accarezza l’idea di renderli tutti elettori nella vana illusione di raccattare il consenso andato perduto tra gli italiani.

Commenti

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  • Giuseppe Forconi 5 ottobre 2019

    L’islam e’ uno dei punti piu’ scabrosi per un’Italia totalmente non informata sulla realta’ dell’islam. Un Italia di gente che e’ piu’ interessata ad una vittoria della Juventus che sapere che presto dovra’ leccare i piedi ( molto sudici ) di qualche imam arabo o di qualche coglione convertito a tale. Ma forse non sa’ che una volta sotto la loro mannaia non ci sara’ piu’ via di scapo ne ripentimenti, sara’ fregato per sempre. Pensateci non due ma mille volte prima di accettare o votare o appoggiare. Nel frattempo leggete e informatevi. Auguri.

  • Denis Clavio 30 settembre 2019

    Da quel poco che sò dell’Islam come nn possono speculare sul denaro, così nn possono votare, poi fanno entrance le cose ma bisogna star zitti

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