Set 15 2019

Priscilla Del Ninno @ 11:16

Il governo rosso ci farà neri, Feltri non ha dubbi: Pd e 5S ci rovineranno

Feltri al vetriolo, tra il catastrofico e l’iperrealistico, lancia l’allarme su Twitter: «Il governo rosso si appresta a farci invadere dai neri». poi, nell’editoriale in edicola oggi su Libero, il direttore riprende e approfondisce il concetto: «Ormai il pollaio è aperto: gli immigrati hanno diritto di accesso al nostro Paese. Tutti dentro, senza distinzione di nazionalità. C’ è posto per tutti, cani e porci. Questa è la politica intrapresa dal governo giallorosso, la quale ci rovinerà nel medio e lungo periodo. La situazione è destinata a peggiorare in pochi mesi. Tra poco dovremo fare i conti e capiremo il disastro che ci siamo tirati addosso».

Caustico Feltri twitta: «Porti aperti e cervelli chiusi»

Dunque, l’ultima denuncia di Vittorio Feltri, commentata già nell’enunciarla, arriva da un cinguettio tutt’altro che social postato su Twitter in cui il direttore di Libero affida all’etere una sua recriminazione sull’attuale scenario politico-sociale aggiornato alla incessante ripresa degli sbarchi (con tutto quello che in termini di problematiche comporta e comporterà): «Porti aperti e cervelli chiusi», è il tweet del direttore di Feltri che al danno dell’invasione concessa dal «governo rosso», vede aggiungersi anche la beffa della soddisfazione per aver invertito la rotta stabilita da Salvini alo Viminale. Tanto che, nel tweet il direttore aggiunge: «E festeggia»… Ma c’è davvero poco da festeggiare: e il primo a rendersene conto, intanto, è proprio il sindaco di Lampedusa Salvatore Martello, che già ieri, sulla scelta di assegnare come porto sicuro proprio Lampedusa ha tuonato contro la decisione delle autorità italiane di assegnare un porto sicuro alla nave Ocean Viking e di scegliere proprio querllo dell’isola da lui amministrata.

Salvini accusa sugli sbarchi, Di Maio frena l’entusiasmo su Lampedusa

Non solo: dopo lo sbarco arrivato a sei giorni dal primo soccorso degli gli 82 naufraghi a bordo della Ocean Viking – stabilito dal governo a Bruxelles, dopo un accordo raggiunto in sede europea secondo il quale degli 82 migranti, 58 verranno inviati in Stati dell’Unione europea, mentre di 24 si dovrà far carico l’Italia – la mossa del governo non scatena solo l’ira del sindaco di Lampedusa, («Accoglienti sì ma idioti no» è tornato a ribadire con forza anche ieri il primo cittadino), ma indigna e preoccupa anche il leader della Lega e, in maniera diversa, ma forse in egual misura, anche Luigi Di Maio. Se infatti, Matteo Salvini su Facebook non trattiene l’irritazione e posta: «Eccoli, porti aperti senza limiti…». E poi da Pontida torna all’attacco: «Ora che i porti sono aperti, care Ong, godeteveli questi porti, perché noi al governo ci torniamo e torneremo a difendere i confini come si fa in un paese normale», dalla sponda opposta, nonostante l’entusiasmo vantato da Dario Franceschini – che ancora poco fa ha parlato della «fine della propaganda di Salvini sulla pelle di disperati in mare» – il leader pentastellato frena, e anche bruscamente: «Il porto sicuro è stato assegnato a Ocean Viking solo perché l’Ue aderisce alla nostra richiesta di prendere gran parte dei migranti» – ha immediatamente corretto il tiro il ministro degli Esteri e leader del M5S. Aggiungendo un diplomatico: «Gli obiettivi principali restano gli investimenti nei paesi di provenienza e l’accordo sui rimpatri che va di pari passo con la cooperazione internazionale». Ma la toppa non convince…