Set 11 2019

Annamaria Gravino @ 15:37

Il danno erariale non c’è, ma la Corte dei conti bastona lo stesso Salvini

La Conte dei conti del Lazio ha archiviato il procedimento contro Matteo Salvini in merito all’utilizzo dei voli di Stato per i propri spostamenti da ministro. Il fascicolo «esplorativo» era stato aperto dopo un articolo di Repubblica sul presunto uso indebito dei velivoli a disposizione di polizia e vigili del fuoco.

La Corte dei conti archivia, ma…

Per la Corte dei conti «non sono emersi dall’istruttoria elementi sufficienti per sostenere in giudizio una contestazione di responsabilità amministrativa». «Non è possibile dimostrare la sussistenza, nella fattispecie, di un danno erariale, né, a fortiori, di procedere a una sua quantificazione», hanno quindi scritto i giudici contabili nelle motivazioni della sentenza di archiviazione, facendo sapere di aver trasmesso gli atti alla Procura di Roma «per quanto di eventuale competenza».

Non ci sono prove di danno erariale

La Corte dei conti rileva quindi che «è appurato, effettivamente, che a partire dal primo giugno 2018 risultano effettuati, per trasferimenti in ambito nazionale del Ministro dell’interno e di altro personale al seguito (scorta, capo segreteria, capo ufficio stampa, ecc.) 20 voli con aereo P.180 e 14 voli con elicotteri in dotazione al Dipartimento di Ps, nonché un volo con aereo P.180 in dotazione al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco» e che, secondo le norme, i voli di Stato devono «essere limitati al Presidente della Repubblica, ai Presidenti di Camera e Senato, al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Presidente della Corte costituzionale, salvo eccezioni che debbono essere specificamente autorizzate». Ma, benché possa risultare «illegittima la scelta di consentire l’uso dei menzionati velivoli per la finalità di trasporto aereo del Ministro e del personale al seguito», considerati i costi che comunque sarebbero stati sostenuti per i voli di linea, per i giudici contabili non è possibile «dimostrare la sussistenza, nella fattispecie, di un danno erariale, né, a fortiori, di procedere a una sua quantificazione».