I soliti parrucconi contro Bruno Vespa. Ma dimenticano qualche “dettaglio”

venerdì 20 settembre 13:25 - di Francesco Storace

In difesa di Bruno Vespa, senza se e senza ma. Perchè i soliti parrucconi stanno montando un caso inesistente rispetto all’intervista del popolare giornalista a Lucia Panigalli, vittima di un tentato femminicidio da parte del suo compagno, che lei aveva lasciato.
Si rimprovera un atteggiamento di sufficienza al conduttore di Porta a Porta, poi la polemica cresce sempre più ipocritamente, arriva addirittura l’amministratore della Rai Salini a minacciare provvedimenti. Ci si mette il consigliere d’amministrazione Laganà a bacchettare Vespa e immancabilmente sindacato e ordine dei giornalisti. Mancano solo le giubbe rosse e un manipolo di indiani.

In questo caso contate almeno fino a cinque

Tutti contro uno, come al solito. Ignorando alcune elementari considerazioni.
1. Lucia Panigalli è stata invitata da Vespa, non ha occupato la Rai per essere ammessa al soglio. Se Vespa non avesse ritenuto il suo caso meritevole di attenzione, non l’avrebbe chiamata e basta. 
2. Aver evidenziato che ci sono state altre donne che purtroppo sono state ammazzate è una verità drammatica, non certo un’accusa alla signora che interloquiva con le domande di Porta a Porta.

E i ringraziamenti a Bruno Vespa?

3. Alla fine della trasmissione, Lucia Panigalli ha ringraziato Vespa per aver messo in luce la sua terribile storia. Addirittura il suo legale Giacomo Forlani – che era comprensibilmente preoccupato prima del programma – dirama subito dopo un comunicato di gratitudine al giornalista per la sensibilità. Passano 24 ore e la signora Panigalli “scopre” di essere offesa. Non vogliamo immaginare il perché solo per rispetto di quanto ha subito dal suo ex-compagno e non certo da Vespa.
4. Estrapolare una frase da un’intervista di grande qualità per colpire uno dei protagonisti autentici del servizio pubblico è semplicemente una vergogna che lascia pensare alle solite, puntuali manovre contro Porta a Porta.
5. Se Salini vuol fare bene il suo mestiere, faccia cercare negli archivi Rai quante decine di trasmissioni di Bruno Vespa hanno riguardato – e sempre con grande rispetto – tante e troppe donne, uccise, violentate, sfregiate. E quante proposte di legge in favore delle donne sono passate anche per la Terza Camera. Magari alzerà il telefono e dirà a Vespa di essere stato male interpretato…

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