I dazi di Trump, l’Italia pagherà un conto salato ma la colpa è di Francia e Germania

domenica 29 Settembre 17:47 - di Fabrizio Bertot
Kievgate

Tutti contro il cattivissimo Trump che starebbe per mettere odiosi dazi sulle importazioni europee penalizzando così le nostre esportazioni. Peccato che ad autorizzare l’imminente azione di Washington sia stata l’Organizzazione mondiale del commercio (WTO) che dopo aver definito “illegali” i sussidi concessi da diversi Stati UE al colosso aerospaziale Airbus ha condannato l’Unione Europea per non averli impediti. Più precisamente la UE è stata sanzionata per i 22 miliardi di dollari che Germania, Francia e Spagna hanno concesso in 10 anni ad Airbus, creando così un “danno reale e sostanziale” alla concorrente americana Boeing. L’esatta compensazione per l’azione illegittima di Francia, Germania e Spagna – e per la mancata vigilanza da parte di Bruxelles – sarà decisa la prossima settimana ma è certo che gli USA saranno autorizzati a metter dazi per importi compresi tra i 7 e i 20 miliardi di euro. È sicuro che nel mirino di Trump ci saranno i settori in cui gli Stati Uniti hanno un deficit commerciale come l’agroalimentare che purtroppo per noi ci tocca da vicino. Gli Usa sono infatti il primo importatore extra UE di specialità alimentari dall’Italia. Sarà quindi l’Italia a sostenere il peso maggiore delle compensazione di Washington.
Il “dettaglio” che pochi rilevano è però che Airbus è una società europea con all’incirca metà capitale sociale fluttuante sui mercati ma con una quota di oltre il 45 percento ripartita saldamente in mani tedesche e francesi e sopratutto con siti di produzione in Francia, Germania, Spagna e Regno Unito.
Non a caso proprietarie di fatto del colosso Airbus sono società proprio di quegli Stati UE che in barba ai divieti ufficiali hanno per anni sostenuto illegittimamente una loro azienda strategica, determinando in sequenza l’ira di Washington, la condanna WTO, i dazi di Trump e per concludere non certamente in bellezza i prossimi ingenti danni alle esportazioni italiane. L’Italia pagherà quindi un salato conto perché una istituzione di cui fa parte, la UE, non impedisce per 10 anni a Francia e Germania di trasgredire alle norme sugli aiuti di Stato per fare i loro comodi. Urgerebbe su tutto questo una forte presa di posizione del nostro Governo ma come spiegarlo al “Giuseppi” scelto proprio e non a caso da Merkel e Macron?

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