Giachetti sceglie Renzi: «Sono stato ventre a terra. Ci hanno trattato come un corpo estraneo»

martedì 17 settembre 12:59 - di Giovanna Taormina

Renzi ha ufficialmente lasciato il Pd. Lo ha annunciato con un’intervista a Repubblica, assicurando però la tenuta del governo Conte. Con l’ex premier una decina di senatori e venti deputati, fra cui Roberto Giachetti, che a Circo Massimo, su Radio Capital, attacca: «La scissione non nasce oggi. E molti di quelli che oggi piangono hanno lavorato strenuamente perché accadesse. La strutturale modifica dello statuto che si sta operando, figlia del risultato congressuale, è la trasformazione e lo snaturamento del Pd. Quando si immagina di non fare più le primarie, quando si pensa che non c’è più la coincidenza fra segretario e candidato premier, significa che si cambia radicalmente il Pd. E quando dal punto di vista politico nella nuova segreteria si fa la scelta di mettere a responsabile del lavoro chi rinnega le riforme di Renzi  è chiaro che sono tutti segnali che ti spingono a dire che non ce n’è più», dice Giachetti. «Io faccio parte della minoranza, e non bisogna paragonare quello che ha fatto la minoranza in questi mesi a quello che ha fatto la minoranza a Renzi. Io – rimarca Giachetti – ho fatto una campagna elettorale per le europee a liste con persone che ci hanno preso a sassate per mesi. Come la capogruppo di Leu, Cecilia Guerra, che era stata rimessa nelle liste dopo tutto quello che era successo. E nonostante ciò io ho fatto campagna elettorale ventre a terra. Da minoranza non mi sono messo a fare le barricate. L’importante per me è essere leali con la comunità. Finché ci sono le condizioni per stare dentro, ci si sta e si rispetta quella comunità; quando non ci sono le condizioni, non si rimane dentro a sfasciare tutto, è molto meglio che le strade si dividano».

Giachetti: «Il Pd ha problemi»

Secondo il deputato dem «il centrosinistra ha un problema, e si è accentuato adesso che la guida del Pd è stata presa da chi ha vinto legittimamente le primarie: noi non parliamo a un mondo che bisogna ricoinvolgere se vogliamo tornare al governo e avere la maggioranza in questo Paese. È un mondo che non è voluto andare con Salvini e che non vuole venire neanche con noi. Noi abbiamo un partito bloccato al 20% nonostante quello che è stato fatto. Siamo riusciti a parlare con quel mondo in due occasioni, alle Europee del 2014 e al referendum del 2016. Se non riusciamo a parlarci più da tempo e le nostre percentuali sono quelle, non è un problema da poco per il centrosinistra. Serve qualcuno che ci parli». Giachetti apre le porte del nuovo partito «a tutti, anche ai fuoriusciti di Forza Italia. E anche della Lega. Se arrivassero. Se scelgono di stare su una linea politica di un certo tipo, va benissimo che ci stiano tutti». E al governo Conte assicura «sostegno leale, non cambia niente».

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