Fuga da Forza Italia: i deputati e consiglieri che lasciano il Cav e vanno da Toti

giovedì 12 settembre 12:58 - di Milena De Sanctis

«Vogliamo cambiare il centrodestra e l’approccio alla politica. Lancio un appello a militanti di base, amministratori locali, elettori, a tutti coloro, insomma, che si collocano nel centrodestra e sono rimasti delusi dai loro partiti di riferimento e per questo hanno disertato le urne. Questa è la casa di tutti, siamo alternativi al governo M5s-Pd e alleati degli amici della Lega con cui governiamo in tante Regioni». In una conferenza stampa alla Camera Giovanni Totti ufficializza la nascita della ”prima componente a Montecitorio” del suo nuovo movimento “Cambiamo”, con l’arrivo di cinque deputati: Manuela Gagliardi, Stefano Benigni, Claudio Pedrazzini, Giorgio Silli e Alessandro Sorte. «Si stanno formando – annuncia il governatore ligure – tanti gruppi regionali: nel Lazio è già nato, poi toccherà alla Liguria e alla Lombardia. Ma stiamo lavorando anche in Veneto, Sardegna. Vogliamo creare gruppi anche in tutti i comuni d’Italia». Toti lascia intendere che la «prossima settimana» ci saranno novità anche al Senato, con l’approdo di alcuni parlamentari a “Cambiamo”.

Toti, attese nuove adesioni

Il movimento di Toti come anticipa in un retroscena La Stampa, dovrebbe arricchirsi di nuove adesioni. Fari puntati sulla Lombardia, per il quotidiano torinese ben sette consiglieri azzurri sono pronti a mollare Silvio Berlusconi per andare con Toti. Una valanga, soprattutto in considerazione del fatto che si tratta dell’esatta metà della pattuglia di Forza Italia in regione, composta da 14 consiglieri. Tra i più decisivi viene indicato Alessandro Fermi, presidente del Consiglio regionale lombardo: «Il nostro desiderio di necessità di rigenerare Forza Italia è rimasto senza risposta. Ma non è una scelta che si fa a cuor leggero. Stiamo tutti facendo delle riflessioni», ha spiegato. Per l’annuncio ufficiale non bisognerà aspettare molto. I diretti interessati si trincerano dietro al rituale: «Ci stiamo riflettendo». Ma i nomi, spiega La Stampa, sono noti da tempo: a partire da Federico Romani, figlio di Paolo Romani, poi Mauro Piazza, Simona TironiAlex Rizzi, Paolo Franco e l’assessore al Welfare, Giulio Gallera.

Commenti

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  • Giuliano Biasiotto 14 settembre 2019

    Gli eletti di Forza Italia si ispirano, nell’attuazione del programma, alla Statuto di Forza Italiae al Credo politico di Forza Italia

  • Giuliano Biasiotto 13 settembre 2019

    Gli eletti in Forza Italia hanno aderito ad un programma per tutta la legislatura. Coloro che abbandonano la battaglia nel corso del mandato costituiscono un esempio negativo da condannare specialmente dal partito Fratelli d’Italia, alleato di Forza Italia,

    • Francesco Storace 13 settembre 2019

      Il programma era comune

  • Vincenzo De SDimone 13 settembre 2019

    Presidente Toti questo movimento “Cambiamo” mi piace. Mi piace perchè è una parola che non si pone a divese interpretazioni o significati. Cambiamo significare cambiare e non mantenere quello che abbiamo, e se cambiare significa effettivamente cambiare modo di fare politica e di governare l’Italia, ebbene sono d’accordlo anch’io a seguirlo.

  • gregori emilio 12 settembre 2019

    egregio direttore,e’ inutilr girovagare ,sulle intenzioni altrui.e’ la destra,quella vera,annacquata,che deve dare ,sempre continuita’..non attendere altri,non ve ne necessita.stabilire i temi,in materia di impegno,che sostituisco al termine lavoro.impegno verso chi rischia,media imprenditaria,con il coraggio di eliminare l’estorsione di statto,in ogni forma.riconoscere,la sostituzione di personaggi politici di destra,che hanno stufato,perche incapaci di sconfiggere i comunisti.pubblicare i comandamenti della destar italiana,economia,famiglia,societa’..comunque ,oggi la nostra detra ,ha necessita di depurarsi.scusi ma pronto a dibattere,non certo con lei ,egregio Storace,ma con itanti,che pensano,che avere un incarico di partito,li tuteli,come,sino ad oggi purtroppo. emilio gregori

  • maurizio pinna 12 settembre 2019

    Al “Cavaliere” consiglio la visione del film “L’amaro tè del Generale Yen” ,datato ma ricco di ammaestramenti.

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