FI, il soccorso azzurro prende forma: in 30 sedotti dalle sirene del governo giallorosso

martedì 3 settembre 11:38 - di Gianluca Corrente

Mentre si fa sempre più serrata la trattativa tra M5S e Pd per far nascere il governo giallorosso, torna a scattare l’allarme “responsabili” in casa Forza Italia. L’immagine di Silvio Berlusconi seduto al fianco di Giuseppe Conte alle consultazioni di una settimana fa a Montecitorio ha alimentato le voci. Le consultazioni infatti sono state disertate dagli altri leader di centrodestra Matteo Salvini e Giorgia Meloni, pronti anche a scendere in piazza contro l’alleanza monstre Di Maio-Zingaretti. Il sospetto è quello di un’opposizione responsabile di Forza Italia. O meglio, di un soccorso azzurro al Conte bis (con studiate astensioni, uscite dall’Aula e assenze) in caso di necessità, a cominciare dal voto di fiducia, che si dovrebbe tenere al Senato, dove i numeri sono sempre ballerini rispetto alla Camera.

Che queste voci, poi, di fronte a uno scenario fluido come quello attuale, corrispondano alla realtà, impossibile dirlo. Non ha dubbi, invece, Gianluigi Paragone, senatore M5S, che ieri su Fi ha rilanciato questi rumors e ha tirato in ballo Gianni Letta, da sempre emissario del Cav al Colle e promotore della tesi di una Fi più identitaria e autonoma, mai subalterna alla Lega. «Tutto vero – assicura Paragone – c’è una pattuglia di senatori berlusconiani guidati da Gianni Letta pronta a votare sì all’occorrenza e stabilmente dalla manovra in avanti».

Parole smentite solo da due colleghi azzurri nel silenzio di Arcore. «Fra di noi non ci sono né trame, né pattuglie, né gruppetti, l’affermazione di Paragone ha la sua probabile origine nel caldo estivo, quest’anno particolarmente intenso a Roma», la replica di Lucio Malan. Seguito da Francesco Giro: «Paragone pensi agli affari suoi, non aveva detto che voleva ritirarsi?».

Come sempre la verità – secondo l’Adnkronos – è nel mezzo. Ufficialmente Forza Italia è per un’opposizione netta e a Palazzo Madama voterà «compattamente no» a un «governo Renzi-Grillo». Ma sotto traccia, grazie al timore diffuso di andare al voto anticipato, c’è un continuo lavorio diplomatico, soprattutto, da parte di chi non vuole morire salviniano. Sarebbero una trentina i parlamentari (più di venti al Senato) sedotti dalle sirene giallorosse, che erano già pronti a sostenere “l’ipotesi Orsola” del governo istituzionale.

Un fronte moderato di europeisti convinti, formato per lo più da esponenti di osservanza lettiana, ma che vedrebbe in campo anche alcuni parlamentari vicini ad Antonio Tajani e Mara Carfagna, che non accettano un centrodestra a trazione salviniana e rivendicano per Fi pari dignità politica. Tra i più attivi in questa “mission responsabile!, nonostante le smentite, Massimo Mallegni al Senato e Renata Polverini a Montecitorio.

 

 

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  • otello pedini 3 settembre 2019

    sangue di traditori si allea con sangue di traditori

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