Festa dell’Unità, tortellini contati nel piatto per evitare il fallimento: basta piatti generosi

lunedì 2 settembre 17:14 - di Redazione

Erano i tortellini gli ospiti più graditi della Festa dell’Unità di Bologna. Ma adesso anche su quel piatto tipico si abbatte la scure dell’austerity. Nei piatti serviti bisognerà contare i tortellini e metterne almeno cinque in meno per risparmiare sui costi.

Da anni le Feste dell’Unità non hanno più l’attrattiva di un tempo ma mai fino da oggi si era giunti, da parte degli organizzatori, a risparmiare sulla ristorazione. Il tortellino quindi non è più proletario ma rappresenta una sorta di privilegio da abbattere.

«Il problema di quanti tortellini mettere in un piatto adesso te lo poni — spiega a Repubblica.it l’organizzatore storico Lele Roveri, tornato quest’anno al comando — perché, anche se ce ne sono solo 5 di troppo, alla fine moltiplicati per il numero di piatti, rappresentano un quintale di tortellini, cioè 2.000 euro. Se ogni voce incide in questo modo, alla fine si fa presto ad arrivare a 100 mila euro».

«Noi i bilanci in rosso non ce li possiamo più permettere, la federazione non naviga nell’oro, il tesseramento è calato uno sproposito — dice ancora Roveri — se anche questa edizione fallisce, sarà l’ultima » .

Commenti

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  • fabio dominicini 3 settembre 2019

    Ma il principale fornitore alimentare ha stretto i cordoni ? Forse perché non c’è più Renzi al comando ?

  • rino 3 settembre 2019

    E’ nella linea della povertà per tutti, per la quale si batte da sempre la sinistra.

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